All'età di 41 anni,Zlatan Ibrahimovic si appresta a rivestire la maglia della Svezia, dopo essere stato convocato per le gare di qualificazione a Euro 2024 che vedranno gli scandinavi affrontare Belgio e Azerbaigian.
Dal ritiro della Nazionale, l'attaccante del Milan - fresco di ritorno al goal in Serie A alla prima da titolare dopo oltre un anno - è intervenuto oggi in conferenza stampa. Partenza d'obbligo dal ritorno nella Blågult:
"Sono stato in contatto con il ct Janne Andersson per tutto il tempo, sia durante l'infortunio che durante la riabilitazione. Mi ha chiamato diverse volte e mi ha chiesto com'era la situazione, io ho risposto a tutte le sue domande. Se mi sento bene, giocherò e se mi sento bene, ci sarò".
Ibrahimovic, infatti, è tornato in campo con il Milan dopo 280 giorni di stop a causa dell'infortunio al ginocchio:
"La verità è che ho subito tre operazioni, non una. Poi non ho avuto il feedback che volevo ed è diventato tutto più difficile. Ma sono stato paziente, ho ascoltato i medici. Ho messo il mio destino nelle loro mani e l'ho seguito".
Le motivazioni rimangono intatte:
"Ieri ho detto ai miei compagni di nazionale che probabilmente si stanno chiedendo cosa ci faccio ancora qui. Penseranno che io sia stupido ad essere ancora qui a 41 anni. Ma poi ho detto loro che quando saranno vicini alla fine della loro carriera e allora capiranno perché sono ancora qui. Non vuoi fermarti, vuoi continuare".
Ibra è diventato il marcatore più anziano nella storia della Serie A:
"Il record? Non ho vinto la partita, ma ho avuto l'onore di essere il capitano della mia squadra. Sarebbe stato meglio se avessimo vinto. Allo stesso momento sono felice di poter giocare nel modo in cui so fare. Non sono al Milan e in Nazionale per beneficenza: sono qui per giocare e portare risultati".
La chiosa finale è sul futuro.
"Alla mia età non ci penso. Penso al presente, anche se io sono passato, presente e futuro".
