Il suo è uno dei volti nuovi attraverso il quale Roberto Mancini ha deciso di gettare le basi per un nuovo ciclo sportivo alla guida dell'Italia che possa culminare con la qualificazione a Euro 2024, ma soprattutto ai Mondiali del 2026, per lasciarsi alle spalle il doppio e clamoroso fallimento sportivo che ha relegato gli Azzurri a semplici spettatori delle ultime due Coppe del Mondo.
Un progetto sportivo per un obiettivo ben preciso, all'interno del quale Mateo Retegui ha tutte le carte in regola per diventarne un elemento cardine. Nato a San Fernando, quartiere di Buenos Aires, Retegui è in possesso della cittadinanza italiana grazie al nonno materno, originario di Canicattì.
Calcisticamente parlando è cresciuto traRiver Plate e Boca Juniors, le rivali simbolo del calcio argentino. Alla fine, però, ha scelto gli Xeneizes, con cui ha esordito il 17 novembre del 2018, nella prima squadra, allenata da Guillermo Barros Schelotto, contro il Patronato subentrando ad un certo Carlos Tevez.
La prima volta con il Boca, destinata a rimanere anche l'ultima. Quantomeno sino ad oggi. Nei mesi seguenti arrivano infatti i primi prestiti, prima all'Estudiantes, poi al Talleres. Formazioni con le quali segna i primi goal della sua carriera.
La svolta però è vicina e ha un nome ben preciso: il Tigre. Il club di Victoria lo preleva in prestito nel gennaio del 2022 e lui risponde con la lingua che conosce meglio. Quella del goal.
Al primo anno in rossoblù segna 22 goal e le attenzioni nei suoi confronti, specialmente fronte Europa, iniziano ad intensificarsi. Tra gli spettatori interessati c'è appunto il ct Mancini che in lui intravede quelle caratteristiche e quella voglia di emergere che possono portare nuova linfa al movimento azzurro.
Lo scorso marzo, in qualità di ospite a DAZN, il tecnico jesino aveva annunciato l'imminente convocazione del classe 1999, sfruttando appunto l'assist gentilmente offerto dal suo doppio passaporto.
"Lo stavamo seguendo da tempo. È un ragazzo giovane che da due anni gioca titolare nel campionato argentino. Ha delle qualità che a noi mancano. Pensavamo che non volesse venire e invece ha detto subito di sì e lo abbiamo convocato".
Una scelta forte, dettata dalla voglia di rivalsa e di regalare alla Nazionale un terminale offensivo in grado di risollevare le sorti dell'attacco azzurro. Scelta forte, appunto. Specialmente se ci si trova di fronte ad un ragazzo che a livello internazionale aveva (e ha) davanti a sé un percorso ancora tutto da costruire.
Ma è proprio passando dalle scelte che possono sembrare impopolari che, a volte, si può scrivere qualcosa di grande. Morale della favola, Retegui ha esordito con l'Italia il 23 marzo 2023, a Napoli, contro l'Inghilterra.
Getty ImagesIl match è terminato 2-1 in favore degli inglesi, ma la rete azzurra ha portato proprio la firma dell'attesissimo esordiente, capace poi di ripetersi tre giorni dopo anche contro Malta.
2 presenze, dunque, e 2 goal. Un biglietto da visita niente male per un ragazzo che oggi spegne 24 candeline ma che in cuor suo possiede già la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per legare il proprio futuro a quello della Nazionale italiana.
Una Nazionale fiaccata nei risultati e nelle certezze dopo un biennio che definire complicato suonerebbe quasi come un eufemismo, ma che ora può contare sull'energia e sulla fame del suo nuovo attaccante. E a giudicare dall'impatto, le premesse per qualcosa di importante sembrano esserci tutte.
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