Succede tutto in 52 secondi, meno di un minuto. Tre le parate super di Samir Handanovic in Milan-Inter: prodezze che evitano al Diavolo di riaprire i giochi, spianando la strada al trionfo nerazzurro.
Il derby diventa anche il derby di capitan Handa, lo sloveno di ghiaccio che si fa scivolare le critiche e rialza la testa come tante volte accaduto in carriera: timbri decisivi sulla stracittadina, che valgono tris ai cugini e +4 in classifica.
Minuto 47: Ibra si mette in proprio e tenta due inzuccate in pochi secondi, ma Handanovic dice no sbarrandogli la porta con interventi prodigiosi. Istinto, talento e senso della posizione, Zlatan resta a bocca asciutta e l'Inter ringrazia lo sloveno.
Tutto finito? Nemmeno per idea, perchè passa pochissimo e a provarci stavolta è Tonali: incursione dalle retrovie e conclusione dai 20 metri destinata ad infilarsi sotto la traversa, peccato però per l'ex Brescia che qualcuno non sia d'accordo. Chi? Handanovic, naturalmente.
Il portierone interista consente alla 'banda' Conte di conservare il vantaggio maturato nel primo tempo con Lautaro e prepararsi il terreno per una domenica trionfale: ancora il Toro e Lukaku, infatti, sanciranno il delirio nerazzurro nel derby più importante.
"Per il portiere non ci sono mai cose facili, se lo pensi sbagli - le sue parole a 'DAZN' - La prossima parata è la più difficile".
"In questa squadra esistono tante componenti. C'è qualità umana, non solo calcistica; è quello lo step. C'è gente che in campo parla, un qualcosa che prima non avveniva".
"A mio avviso l'Inter ha iniziato a mutare con l'arrivo di Spalletti, poi con quello di Conte. Si lavora, si aggiungono pezzi, solo lavorando si riescono a fare certe cose. Servono anni, partite sbagliate, giorni felici: tutto fa brodo".
Milano è nerazzurra, l'Inter consolida la vetta e nel 3-0 al Diavolo dispensa più di qualche "grazie" a capitan Handanovic.




