Fiducia, questa sconosciuta. In Italia Mikael non ne mai trovata, e non è un caso che la sua avventura in Serie A sia durata il tempo di un battito di ciglia: pochi mesi, per la precisione, dal suo arrivo alla Salernitana a gennaio al suo ritorno in patria per fine prestito.
In Brasile, invece, Mikael pare godere di una considerazione diversa. Non solo allo Sport, il club da cui la Salernitana lo aveva preso in prestito e i cui tifosi, sui social, continuavano (inutilmente) a invocarne la titolarità, ma anche all'Internacional, che da giovedì è diventata ufficialmente la sua nuova casa.
Altro prestito dallo Sport, questa volta di un anno, fino a luglio 2023. Mikael giocherà alle dipendenze di Mano Menezes, l'ex commissario tecnico del Brasile. E tenterà di dimenticare le dichiarazioni non esattamente lusinghiere rilasciate pochi giorni fa da Danilo Iervolino, presidente della Salernitana.
"Un professionista non può arrivare a Salerno in quelle condizioni. Stiamo parlando di un calciatore forte, che ha fatto ottime cose in Brasile. Ma non ha forse la mentalità necessaria da vero professionista, glielo abbiamo detto e c’è stato un ammonimento scritto.
In tre settimane ha messo tanti chili, evidentemente non ha rispetto del suo lavoro, dei compagni, della società che lo paga e per se stesso. È un fatto molto grave".
Chili o non chili, l'Internacional ha deciso di puntare su Mikael, concretizzando un'operazione che il club avrebbe voluto concludere già prima che il centravanti firmasse per la Salernitana. A Porto Alegre l'ex granata sostituirà numericamente Wesley Moraes, l'ex Aston Villa, strappato qualche anno fa dai Villans alla Lazio e finito ora al Levante, in Segunda División spagnola.
Mikael, soprattutto, tenterà di dimenticare in fretta la veloce e assolutamente deludente esperienza in Serie A: sette presenze, nessuna da titolare, e neppure lo straccio di una rete. Il suo spunto migliore, alla fine, è stata una pregevole rovesciata finita di poco a lato contro il Torino, in un partita persa in casa a inizio aprile. Troppo poco.




