Stefano Guberti si ferma. Il capitano del Siena ha comunicato l'addio al calcio giocato ponendo ufficialmente fine ad una carriera spesa per quasi un ventennio sul palcoscenico del calcio professionistico italiano.
Dopo aver mosso i primi passi con l'Alghero e la Torres, il centrocampista brianzolo viene catapultato sul palcoscenico della Serie A nella stagione 2005/2006 con la maglia dell'Ascoli.
Una stagione in A prima della discesa in B dove vi rimarrà per altri tre anni vissuti sempre con la maglia bianconera, eccezion fatta per sei mesi al Bari.
Ritrova la massima serie nell'estate del 2009 firmando con la Roma con la quale segnerà 1 goal in 12 presenze complessive.
Il rapporto con i giallorossi si chiude però un anno e mezzo dopo, ma non quello con la Serie A visto che ad accoglierlo c'è la Sampdoria.
Sulla sponda blucerchiata di Genova trova una certa continuità di rendimento e dopo sei mesi positivi da gennaio a giugno del 2010, diviene di fatto un perno della squadra allenata prima da Di Carlo e successivamente da Cavasin collezionando addirittura 46 presenze e 5 goal tra campionato, Coppa Italia, preliminari di Champions ed Europa League nel campionato 2010/2011.
La sua migliore annata al piano massimo del calcio italiano, tuttavia, si rivela essere anche l'ultima. Dopo un anno in B con il Torino, infatti, viene coinvolto nello scandalo calcioscommesse che gli costa tre anni di squalifica.
Torna a giocare nel 2015, sempre in serie cadetta, con il Perugia. Due anni prima dell'ulteriore discesa in C con il Siena, sua squadra per cinque stagioni di fila, eccezion fatta per la parentesi in D al Latte Dolce. Oggi il ritiro, ufficiale.
Sul sito ufficiale del Siena è stata pubblicata una lettera di ringraziamento a Guberti, scritta dall'amico Leonardo Terigi e a nome di tutta la squadra:
"Grazie Stefano, grazie Capitano. Dal 2017 con la maglia del Siena, 135 presenze che con la gara di questo pomeriggio diventeranno 136. In totale 19 gol e 27 assist donati alla vecchia Robur e alla gioia dei tifosi bianconeri. Oggi Guberti lascia il calcio giocato dopo una folgorante carriera, dopo aver regalato emozioni e vissuto di passioni, dopo aver militato da protagonista in altre otto squadre per un totale di 57 reti in 419 partite, dalla serie C fino ai campi della Champions, dell’Europa League e della serie A. Un campione con il pallone ed un fuoriclasse di umiltà che ha deciso lontano dai riflettori, intimamente, in modo riservato, di calare quel sipario di classe e determinazione alzato nella stagione 2005-2006. Il primo saluto, il più coinvolgente, arriva dallo spogliatoio del “Franchi”.
“Che dire! La tua carriera parla da sola, hai avuto dei momenti incredibilmente belli, hai avuto le tue cadute, ma hai sempre dimostrato di essere un calciatore importante. Uno di quelli che con una giocata, una magia sanno risolvere qualsiasi partita! Un uomo spogliatoio, uno pronto a spronarti sempre, a prendersi responsabilità dove altri non possono arrivare. Sempre in prima fila! Un giocatore fantastico ma soprattutto un uomo vero, di altri tempi! La tua disponibilità verso tutti, il tuo essere schietto, il tuo aiutare sempre il compagno! Un esempio per i più giovani, ma anche per chi più giovane non è! Sei stato un compagno di squadra, un alleato di tante battaglie, un consigliere, un mediatore quando alle volte perdevo la testa per comportamenti che non mi piacevano. Ci sei sempre stato! Ma più di tutti sei un amico vero e leale, di quelli che nel nostro mondo se ne trovano pochi! Adesso goditi questo momento, so che nella tua testa non sei ancora pronto ad attaccare le scarpette al chiodo, ma sono sicuro che questo sport ha ancora bisogno di te e sono convinto che lavoreremo ancora insieme, magari tu con altre vesti, ma con la solita attitudine ad essere il migliore! Grazie fenomeno, grazie davvero!”.
