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Ruslan Malinovskyi Atalanta Juventus Serie AGetty

Goal, assist e un mancino da urlo: la scalata di Malinovskyi con l'Atalanta

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Quella che sta per volgere verso le sue battute conclusive è la terza stagione di Ruslan Malinovskyi con la maglia dell'Atalanta. Il trequartista ucraino, sbarcato in quel di Bergamo nell'estate del 2019, ha seguito nel corso degli anni un percorso all'insegna della crescita esponenziale: dal settore giovanile dello Shakhtar - senza mai esordire in prima squadra - ai primi lampi da professionista in prestito al Sevastopol'.

Una manciata di presenze in Seconda Divisione, e la promozione in Prem"jer-liha, spingono i due club a rinnovare l'accordo a titolo temporaneo in vista dell'annata seguente. Tuttavia il prematuro scioglimento del club smonta i piani e indirizzano il calciatore verso lo Zorja nel gennaio del 2014, sempre sotto la regia di casa Shakhtar. Ed è proprio in quel di Lugansk che Malinovskyi inizia ad offrire i primi saggi delle sue qualità: su tutti la doppietta al Feyenoord in Europa League e la nomina di miglior giovane del campionato ucraino al termine della stagione 2014-2015.

Gioventù e talento. Parole e musica per una realtà come il Genk da sempre molto sensibile a questo connubio. Morale della favola, il club belga bussa alla porta dello Shakhtar nel gennaio del 2016 e la fumata bianca è di fatto una formalità. La formula è quella del prestito, ma le prestazioni del classe 1993 sfoceranno in seconda battuta nell'acquisizione a titolo definitivo da parte del club fiammingo. Con il Genk la scalata è repentina: dopo sei mesi di puro apprendistato, cambia passo già a partire dalla stagione seguente: 7 goal e 9 assist nell'annata 16/17, 7 e 4 nella 17/18, a precedere il suo ultimo campionato in Belgio, quello della definitiva consacrazione: il Genk vince il titolo nella primavera del 2019 e Malinovskyi recita la parte dell'attore protagonista: 51 partite complessive per un rendimento monstre da16 goal e 16 assist.

Le sue prestazioni e la sua crescita non sfuggono all'attento e lungimirante occhio degli scout atalantini che impiegano poco tempo prima di confezionare l'assalto decisivo: con un assegno da 13 milioni di euro da recapitare nelle casse del Genk, Malinovskyi approda in Serie A alle porte della stagione 2019-2020, quella che vedrà l'Atalanta impegnata in Champions League per la prima volta nella sua storia. E giusto per rimanere in tema di prime volte, il suo primo squillo in maglia nerazzurra arriva proprio sul palcoscenico della Coppa dei Campioni ed è il goal del provvisorio 0-1 atalantino all'Etihad Stadium, prima che la valanga Citizens si abbatta sugli orobici.

Ai nastri di partenza della sua esperienza bergamasca, Malinovskyi parte con i gradi della valida alternativa. La più classica delle variabili capaci di sparigliare le carte a gara in corso: trequartista per vocazione, ma all'occorrenza capace di destreggiarsi anche da mezzala. Fisicità da vendere, cifra tecnica importante e, soprattutto, la specialità della casa. Quale? Un mancino devastante che i portieri nostrani impareranno ben presto a conoscere. La sua prima parte di stagione non regala grossi spunti degni di nota, ma la ripartenza estiva del campionato post lockdown restituisce a Gasperini un calciatore letteralmente trasformato: nell'insolito rush finale di Serie A tutto condensato tra luglio e agosto, l'ucraino segna 6 goal e confeziona 4 assist (per un complessivo di 8 e 6) ritagliandosi un ruolo sempre più centrale all'interno dello scacchiere nerazzurro e spingendo la Dea verso il terzo posto finale - miglior piazzamento di sempre - che vale ancora una volta la Champions.

Se il suo primo atto nel Belpaese va agli archivi come quello della (piacevole) sorpresa, il campionato seguente è quello della clamorosa conferma: chiude la sua seconda stagione in salsa nostrana con 10 goal e con un roboante 12 alla voce assist. L'ultimo sigillo è quello realizzato in finale di Coppa Italia contro la Juve - la sua vittima prediletta - che però non basta all'Atalanta per mettere le mani sul secondo trofeo della propria storia.

Il resto è estrema attualità e conduce dritti alla stagione in corso dove i nerazzurri hanno subito una drastica flessione sia a livello di prestazioni che di risultati fallendo il quarto approdo consecutivo alla Champions League. Per Malinovskyi qualche infortunio di troppo con cui fare i conti, ma l'immancabile apporto di spessore: ancora una volta in doppia cifra in termini realizzativi oltre al consueto contributo in termini di assist. Morale della favola, una delle poche certezze sulle quali porre le basi per il nuovo corso orobico.

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