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Giroud Milan Getty

Giroud mette in guardia: "L'Inter non è affondata, vogliamo realizzare il nostro sogno"

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Se il Milan di Stefano Pioli è in vetta alla classifica di Serie A a poche giornate dal termine lo deve anche a Olivier Giroud, che dal suo arrivo in Italia, avvenuto in estate, ha contribuito in maniera sostanziale ai successi della formazione rossonera.

Per lui diversi goal pesanti, tra cui quelli nel Derby contro l'Inter e la rete che ha deciso lo scontro al vertice contro il Napoli: l'attaccante francese, però, intervenuto ai microfoni de "La Gazzetta dello Sport", mette in guardia.

"L’Inter non è affondata e rimane un pericolo come il Napoli e la Juve. Abbiamo solo finali da giocare, le affronteremo al 200% per realizzare il nostro obiettivo che poi è anche un sogno: riportare al Milan lo Scudetto, undici anni dopo l’ultimo. È un altro sogno d’infanzia. È vero, da ragazzo seguivo molto l’Arsenal dei francesi, ma tifavo molto il Milan del mio giocatore preferito, Shevchenko. Sarei davvero fiero di fare vincere il Milan come lui".

Secondo Giroud questo è un Milan diverso rispetto a quello che ha vinto lo Scudetto nel 2011.

"Non nego che allora c’erano grandi star come Ronaldinho, Pirlo, Nesta, Seedorf, Inzaghi. Insomma era il grande Milan, ma anche questo Milan ha qualche nome importante e soprattutto giovani che fanno ben sperare per il futuro. E poi c'è Ibrahimovic: gli ho raccontato che i miei amici mi regalarono la sua maglia del Barcellona. Ci ha riso un po’ su senza prendermi troppo in giro: allora ero agli inizi e lui già al top. Mi piaceva per lo stile e la personalità in campo. Sono fiero di poterci lavorare insieme, imparare ogni giorno anche da lui. E’ quasi un fratello maggiore".

L'attaccante francese, Campione del Mondo nel 2018, non si aspettava di trovare un livello così alto in Serie A.

"Non mi aspettavo tanta intensità anche contro squadre sulla carta meno forti: tutte pressano e vanno in marcatura, attaccano per vincere, prendendo rischi, senza timore. Dell’Atalanta si sapeva, ma abbiamo faticato pure con Salernitana o lo Spezia di Thiago Motta, al di là dell’episodio arbitrale controverso. Sarà dura anche al ritorno con Torino e Verona. Si possono migliorare i terreni di gioco: in Premier sono davvero perfetti. Ho visto qualche spogliatoio un po’ piccolo, ma ce ne sono pure in Premier. La verità è che è un calcio che mi piace".
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