Pubblicità
Pubblicità
Tomas Rincon JuventusJuventus

Gioia Rincon: "Roma? Appena ho sentito la Juventus, nessun dubbio"

Pubblicità

Dal Genoa alla Juventus , il balzo è servito. Tomas Rincon nuovo rinforzo per la mediana di Allegri, il venezuelano rappresenta il primo colpo invernale piazzato da Marotta e Paratici.

Zidane: "Morata è felice al Real"

Nella prima conferenza da calciatore bianconero, ecco le sue parole: "E' un sogno che diventa realtà, mi metterò a disposizione di tutti. Ringrazio la Juve per la fiducia. Il 3-1 col Genoa? Erano reduci dalla partita molto dispendiosa di Siviglia, ma quel ko ha dimostrato che nonostante tutto la Juventus è sempre lì per vincere".

"Mi sto ambientando velocemente, tra pochi giorni si gioca - prosegue Rincon - Darò il massimo, lavorando tanto. E' un onore essere qui, giocherò ovunque la squadra avrà bisogno per vincere sempre. Non appena ho sentito il nome della Juventus non ho avuto dubbi, qui si lavora sempre per vincere. Ho tanta voglia di allenarmi e dare tutto".

L'impiatto del venezuelano con 'Madama' è stato positivo: "Questo club è una famiglia piena di campioni, sono onorato di essere compagno di Buffon che è il portiere più forte al mondo. Così come di tanti altri. Ci sono anche altri sudamericani, sarà facile ambientarmi. Conoscevo Sturaro e Mandragora e i sudamericani affrontati in Nazionale. Numero? Ho preso il 28, l'8 mi è sempre piaciuto ma ce l'ha Marchisio. 28 è la mia età".

Rincon fa della duttilità la sua arma migliore: "Sono a disposizione ovunque la squadra avrà bisogno, voglio dare sempre una mano quando scenderò in campo. Ho salutato il mister, in questi giorni ho fatto differenziato, di tattica non abbiamo parlato".

Il Venezuela ha accolto favorevolmente il trasferimento: "Aprirà tante porte per i miei connazionali, sono orgoglioso di portare alla Juve questa bandiera. Il soprannome 'El General'? Me lo diedero in Germania, poi è rimasto e mi piace. Pronto per il Bologna? Mi sento in forma, sono a disposizione".

Il neo acquisto bianconero ama leggere libri: "Ognuno di noi ha un leader dentro - spiega Rincon - basta trovarlo. I giocatori devono anche crescere come persone, in Nazionale sono il capitano e devo aiutare i giovani. Devo essere preparato. Ho la giusta umiltà per imparare, nessuno deve sentirsi arrivato. Qui tutti sono campioni, basta lavorare".

Tornando al match di Marassi, il centrocampista aggiunge: "Il Genoa era molto motivato, affrontavamo i più forti d'Italia e batterli era un onore. Non so cosa avrei fatto dall'altro lato, dall'esterno le cose sono diverse".

Rincon sta raccogliendo i frutti dei sacrifici compiuti in carriera: "Ho compiuto un percorso con un obiettivo preciso, i 5 anni in Germania mi hanno migliorato tanto. Poi in Italia ho trovato un grande allenatore come Gasperini che ringrazierò sempre, così come il Genoa. Ho lavorato tanto per essere qui. Nulla è impossibile".

La Roma stava per prenderlo, poi è stata Juve: "Io pensavo a giocare, al mercato badava il mio agente. Nella sosta ci siamo seduti a parlare, quando ho sentito il nome dei bianconeri non ho avuto alcun dubbio".

Pubblicità
0