Alzi la mano chi, il 31 agosto 2021, si immaginava l'exploit di un attaccante portoghese sconosciuto ai più, l'ennesima intuizione degli scout dell'Udinese: Beto è arrivato in Italia in punta di piedi cancellando, a suon di goal, tutte le perplessità sul suo conto.
Di goal, per essere precisi, ne ha già segnati 7 in 15 partite di Serie A: l'ultimo stava per costare caro al Milan, salvato soltanto da un sublime gesto tecnico del solito Ibrahimovic nei minuti di recupero. Media di una rete ogni due incontri, degna di un bomber di livello.
E pensare che la vita di Beto poteva assumere una piega completamente diversa nel 2014 quando, a soli 16 anni, meditava l'addio al calcio giocato: nelle giovanili del Benfica la concorrenza era spietata e l'autostima scarseggiava sempre di più, fino all'incontro che gli ha cambiato la vita, menzionato nell'intervista concessa a 'Tribuna Expresso' qualche settimana fa.
"Era estate e mi trovavo al mare con i miei amici. Ero appena arrivato e incontrai il presidente dell'União de Tires: per un'ora e mezza non toccai la sabbia, ma sentii soltanto la predica per essermi trasferito all'Oeiras un anno prima senza dire nulla. Alla fine il presidente mi convinse a tornare: ero già nella squadra A, ma passai una mezza stagione nella formazione B per punizione. Quella fu la mia fortuna, perché in quel periodo il mio pensiero non era rivolto totalmente al calcio".
Nel curriculum di Beto c'è anche l'esperienza da commesso nella catena di fast food KFC, durante la stagione 2017/18 che sancì l'esordio nella prima squadra dell'União de Tires.
"Quella stagione la trascorsi lavorando da KFC e giocando. Non era affatto una tortura, c'era una bella atmosfera e i compagni erano ottimi, anche se non era proprio quello che desideravo".
Oggi, a qualche anno di distanza, il mondo attorno a Beto si è capovolto e c'è chi lo paragona addirittura ad Haaland per il fisico potente e longilineo: non ci sarà da sorprendersi se, a breve, i paragoni arriveranno per i goal. Nel frattempo, niente voli pindarici.
"Non so a quanti goal potrò arrivare. Il mio primo idolo - ha dichiarato Beto a DAZN nel post-partita di Udinese-Milan - è stato Samuel Eto'o, ma c'è anche Ibrahimovic che ho avuto l'onore di affrontare. La mattina mi sono svegliato e ho pensato: 'Wow, oggi giocherò contro Zlatan'".
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