Il disastro mondiale dell'Italia ha lasciato il segno nei tifosi e, soprattutto, nei protagonisti diretti di questa 'impresa al contrario': nell'occhio del ciclone è finita la posizione di Roberto Mancini, che nei prossimi giorni scioglierà i dubbi sul suo futuro.
Da chi ne invoca le dimissioni a chi, come il presidente federale Gabriele Gravina, spera che la delusione alla fine non prevalga sulla razionalità: l'auspicio del numero uno della FIGC è che il commissario tecnico resti al suo posto, e la presenza al suo fianco nella conferenza stampa del post-partita a Palermo è un chiaro segnale di questa volontà.
Al momento Mancini non si è sbilanciato su quella che sarà la sua decisione, attesa comunque dopo la disputa dell'amichevole beffarda in Turchia, programmata per martedì.
"La delusione è troppo grande ora per parlare di futuro. Bisogna far passare un po' di tempo, allo stesso tempo credo che la squadra sia fatta da giocatori bravi e può avere un grande futuro".
Insomma, l'aria attorno a Mancini si è fatta improvvisamente pesante da respirare, tanto che nemmeno il contratto valido fino al 2026 (anno dei successivi Mondiali, scadenza non casuale) autorizza a credere che ci sarà, con certezza, una prosecuzione del rapporto.
Se alla fine si dovesse concretizzare lo scenario delle dimissioni, si aprirebbe gioco forza un nuovo capitolo che obbligherebbe ad una scelta oculata per non compromettere il futuro: secondo quanto riportato da 'La Gazzetta dello Sport', sarebbe in pole l'ipotesi di affidare la panchina della Nazionale alla coppia composta da Fabio Cannavaro e Marcello Lippi, con l'ex ct che ricoprirebbe il ruolo di direttore tecnico.
Un sodalizio affinato a dovere negli anni sia grazie al rapporto giocatore-allenatore che al 'passaggio di consegne' avvenuto al timone del Guangzhou Evergrande e della Cina, allenate da Cannavaro dopo le esperienze di Lippi.
L'incarico di dt potrebbe sposarsi con le esigenze dello stesso Lippi, che in tempi non sospetti affermò di voler chiudere definitivamente la carriera da tecnico, che si tratti di club o nazionali.
Più defilata, invece, la strada che conduce dritta a Carlo Ancelotti, impegnato a tutto tondo nella sua seconda parentesi madridista che lo vede in piena corsa per la vittoria finale in Liga e in Champions League.
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