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Castillejo Gattuso MilanGetty Images

Gattuso-Milan, atto II da incompreso: Napoli è la sua rivincita

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Napoli-Milan con Gennaro Gattuso sulla panchina degli azzurri. Chi l'avrebbe mai detto, chi se lo sarebbe mai aspettato dopo una storia tinta di rossonero. Invece il calcio è strano, disegna scenari inattesi, con un Ringhio sotto il Vesuvio pronto a sfidare il passato che lo ha reso grande. Enorme.

Rino col Diavolo ha vinto tutto, ma l'avventura da allenatore lì non gli riserva le stesse gioie. Anzi. Una stagione e mezzo al timone del Milan porta a una finale di Coppa Italia, due qualificazioni in Europa League e soprattutto un approdo in Champions sfiorato. Tutto a dispetto di una situazione complicata, dentro e fuori dal campo.

Castillejo Gattuso MilanGetty Images

Gattuso nelle difficoltà si esalta, lui della profonda Calabria è uno che lotta, non molla un centimetro, adora la pressione (Pisa e Creta insegnano): tra alti e bassi Ringhio riesce a condurre in porto una barca che fa acqua, peccato non basti a porre le basi per aprire un ciclo dove da calciatore è stato ed è tutt'oggi una bandiera.

E allora ciao Milanello, per la seconda volta, seppur in altre vesti: Gattuso a fine 2018/2019 risolve il contratto e utilizza lo stipendio per pagare il suo staff: un gesto nobile di chi è nobile d'animo, un uomo con la U.

"Decidere di lasciare la panchina del Milan non è semplice. Ma è una decisione che dovevo prendere. Non c'è stato un momento preciso in cui l'ho maturata: è stata la somma di questi diciotto mesi da allenatore di una squadra che per me non sarà mai come le altre. Mesi che ho vissuto con grande passione, mesi indimenticabili. La mia è una scelta sofferta, ma ponderata. Rinuncio a due anni di contratto? Sì, perché la mia storia col Milan non potrà mai essere una questione di soldi".

La chiamata del Napoli arriva per raccogliere il testimone del suo 'padre' calcistico, Carlo Ancelotti: sulla carta una sfida difficile ma stimolante, a cui Rino risponde sì senza esitare. L'uomo del Sud alla guida della squadra del Sud chiamata a spezzare l'egemonia della Juve. Gattuso a dicembre scorso accetta e fa capolino a Castel Volturno.

Inizio da dimenticare, reso impervio da caos tattico e ammutinamento, ma Gattuso se non soffre non sente il fuoco: il suo carattere gli consente di rialzare gli azzurri dalla crisi, le idee di ridargli gioco e identità. Alla faccia di chi lo vede solo un condottiero.

Gattuso Cagliari Napoli Serie AGetty

Qualche 'copia-incolla' dal ciclo Sarrista con annesse varianti, il Napoli di Ringhio prende forma gradualmente ed ingrana poco prima del lockdown: la sosta potrebbe arrestare la riscossa, invece appena si torna in campo arriva il trionfo in Coppa Italia con la Juve, che due anni fa gliel'aveva tolta battendo il suo Milan.

Vittorie, bel gioco, spogliatoio dalla sua parte: Gattuso si prende il Napoli e sta dando vita a una rivincita contro chi dubitava del Rino allenatore. Il Milan lo ha sostituito con Giampaolo (sappiamo tutti com'è andata), De Laurentiis lo ha scelto per ridare linfa agli azzurri: stasera l'incrocio col passato, tra ricordi e la voglia di non fermarsi.

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