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Gennaro GattusoGetty

Gattuso al Milan: "Non mi piacciono le chiacchere da bar"

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Il Milan torna alla vittoria battendo il Bologna per 2-1 e resta in piena corsa per un posto nella prossima Europa League al termine di una partita che ha visto i rossoneri sprecare tante occasioni, soprattutto nella ripresa.

Il tecnico rossonero Gennaro Gattuso, intervistato ai microfoni di Mediaset Premium, ha così commentato quanto accaduto: "Quando non chiudi la partita tutte le squadre ti possono mettere in difficoltà. Venivamo da una brutta sconfitta e da otto giorni non trascorsi nel migliore dei modi. Dopo aver perso la faccia non era facile venire qua e giocare una buona partita, merito ai ragazzi. Ripeto c'è da migliorare in quanto ad occasioni da goal, ma va bene cosìanche perchè non vincevamo da 40 giorni".

Risponde così a chi gli fa notare che la squadra ha cominciato a fare fatica dopo il suo rinnovo di contratto. "Conosco bene questo mondo, in questi anni non ho fatto il pescatore. Passi in poco tempo da essere un mago ad essere brutto come Gargamella. Quest'anno la squadra ha giocato quasi 60 partite, è normale che qualcuno sia stanco. La mia conferenza stampa? Forse starò sulle scatole a qualcuno dei miei giocatori per quello che dico, ma a me interessa più di tutto la squadra.

Per indossare una maglia del genere non basta allenarsi, occorre avere responsabilità. Ognuno deve pensare a fare il proprio lavoro, senza inutili chiacchere da bar. Pensiamo a fare quello che dobbiamo, senza necessità di mandare messagginio whatsapp. Non ho mai attaccato la società, ognuno deve fare il proprio lavoro in base al ruolo, ho fatto polemica solo perchè ho sentito che qualche mio giocatore non era contento. Io e Mirabelli non ci siamo certo sposati, ma resta che abbia fatto un lavoro incredibile".

Gli attaccanti però continuano a non segnare. "Attaccanti che non segnano? Continuiamo a lavorare e prima o poi la butteranno dentro. Se guardate le immagini ci arriviamo in porta, ma bisogna migliorare a livello di balistica e di conclusioni. Andrè Silva? Cutrone stava tenendo bene il campo, poi ho deciso di mettere Kalinic perchè mi sembrava più opportuno. Non penso però che questa sia la priorità, oggi la priorità era vincere".

La corsa per il sesto posto è ancora aperta, decisiva sarà la sfida all'Atalanta in programma a Bergamo tra due settimane. "A livello fisico stiamo facendo un po' di fatica, ma non pensiamo all'Atalanta. Occorre pensare al Verona e poi alla finale di Coppa Italia, c'è tempo per Bergamo".

A prescindere da come andranno le cose, secondo il suo punto di vista le cose in futuro per il Diavolo non potranno che migliorare perchè le basi sulle quali lavorare ci sono."Cosa manca per arrivare al Milan che fino a qualche anno fa era protagonista in Europa? Sono paragoni difficili da fare, quella mia era la squadra che all'inizio fece un po' di fatica, un anno non ci siamo qualificati per la Champions League. Col tempo, accumulata esperienza, le cose sono andate meglio.

Oggi tranne Zapata, Bonucci e Rodriguez i giocatori in campo erano tutti quanti del '94 e del '95. Ci vogliono concetti e tante cose, ma ci sono anche le basi per poter fare bene. Dovrò migliorare anche io come esperienza, come tutta la squadra".

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