Paulo Dybala al Monza. Quella che sembrava essere una semplice suggestione di mezza estate, poteva trasformarsi in realtà.
A rivelarlo, al 'Festival dello Sport di Trento', è l'amministratore delegato brianzolo Adriano Galliani.
"Il giocatore che abbiamo cercato più insistentemente è stato Dybala: lo volevo fortemente al Monza, ma non ha mai dato aperture".
I rumors entrati nel vivo durante la finestra estiva sulla 'Joya', dunque, trovano conferma nel retroscena svelato da Galliani. Il CEO del Monza, inoltre, ha poi fatto chiarezza su un altro pazzo intrigo emerso in quei giorni: Mauro Icardi.
"Era più un'idea del presidente, ma non è mai stato cercato seriamente. Non c'è mai stata questa possibilità. Berlusconi spingeva intensissimamente per Dybala, ho parlato con il procuratore, ma il giocatore voleva una squadra di un nome diverso da quello del Monza".
Riguardo la vittoria di domenica del Monza contro la Juve, invece Galliani svela un curioso aneddoto.
"Ho lasciato lo stadio al goal di Gytkjaer e sono andato al Duomo della città: eravamo al 35' del secondo tempo, ma incrocio una signora che mi dice 'Abbiamo battuto la Juventus!'. Non so come abbia fatto, la partita non era ancora finita...".
L'ad dei biancorossi, poi, parla del momento difficile di Massimiliano Allegri e di Madama.
"Prima di tutto dico: guardate cos'ha vinto, non scherziamo. Io credo che certe volte il calcio sia ciclico: non è colpa di nessuno se la ruota non gira, in periodi diversi è successo anche al Real Madrid e al Manchester United. E ora succede alla Juve".
Sull'avvicendamento Stroppa-Palladino.
"La storia nasce così: da svincolato, quando eravamo in C, lo porto a Monza da giocatore. Per infortunio non riuscì mai a giocare. Nel 2018 inizia a lavorare con il club e nella stagione successiva allena l’Under 15. Poi lo inseriamo alla guida della Primavera con cui ottiene buoni risultati. A Stroppa sono legato e gli voglio bene, però nelle prime 6 gare non giocavamo bene ed abbiamo fatto un solo punto. Il presidente Berlusconi mi ha chiesto cosa pensavo ed io ho detto che quando non arrivano i risultati bisogna cambiare allenatore. Ed io indico al presidente il nome di Palladino".
Galliani, inoltre, apre una parentesi sul 'suo' Milan.
"Su Kakà voglio solo ricordare la telefonata, unica al mondo, di Rui Costa. A 15 giorni dall'arrivo del nuovo compagno mi chiamò e mi disse: 'Mi dispiace ma devo andar via. Kakà è troppo più forte di me".
"Dinho lo picchierei... Con il suo talento avrebbe potuto giocare fino a 60 anni se non fosse stato così... gaudente fra musica, gentil sesso e birre ghiacciate. Il più forte però è stato Van Basten".
"Maldini è il Milan. Ho un grandissimo affetto per lui, gli ho offerto tutti i ruoli meno il mio e quello di Berlusconi. Lui ha sempre rifiutato ma forse è stato anche meglio, chissà, c'è un momento per tutte le cose. La maglietta numero 3 la misi nel cassetto dicendo a Paolo che al Milan avrebbero potuta indossarla nuovamente solo uno dei suoi figli. Ed è quello che spero".




