Seicentodieci milioni di euro, trecentoventinove dei quali solo a gennaio. Tanto ha speso il Chelsea in sede di calciomercato tra la sessione estiva e quella invernale. Una cifra stratosferica, che ha portato in tanti ha fare più di una riflessione, che incredibilmente non si 'vede' in campo.
Sì perché se il club londinese è stato protagonista assoluto sul mercato, guadagnandosi le prime pagine dei quotidiani sportivi di tutta Europa, il suo rendimento complessivo della sua squadra è da metà classifica in campionato. Troppo poco per giustificare investimenti senza precedenti.
Venerdì sera il Chelsea è tornato in campo per affrontare il Fulham nella sua ventunesima partita di questa Premier League e, nonostante i nuovi innesti, il risultato non è cambiato: altra prestazione tutt’altro che indimenticabile.
Tra le mura amiche di Stamford Bridge, gli uomini di Graham Potter (tecnico strappato al Brighton per qualcosa come 25 milioni di euro), hanno mostrato le solite carenze. Tanto possesso palla, la sensazione di voler tenere in mano il pallino del gioco e poi, all’atto pratico, tanta sterilità offensiva.
I numeri da questo punto di vista non mentono: sono appena ventidue le reti segnate in ventuno gare. Troppo poco se si pensa il potenziale a disposizione e se si realizza che sono state invece ventuno le reti subite.
Lo stesso Potter ha racimolato solo venti punti nelle sue prime quindici partite da allenatore del Chelsea in Premier League, un dato che parla di tanta mediocrità e che non rende l’idea di quanto sia nero il momento che stanno vivendo i londinesi.
Getty ImagesDa inizio 2023 il Chelsea ha infatti giocato sette partite e di queste ne ha vinta una sola (1-0 interno contro il Crystal Palace). Per il resto sono arrivati tre pareggi e tre sconfitte, tra le quali quella pesantissima per 4-0 contro il Manchester City che ha sancito l’eliminazione dalla FA Cup (gli uomini di Guardiola si sono imposti anche per 1-0 a Londra in campionato il 5 gennaio).
Contro il Fulham non è servito nemmeno mandare in campo Mudryk (arrivato dallo Shakhtar per 70 milioni più 30 di bonus) ed Enzo Fernandez (121 i milioni di euro sborsati per strapparlo al Benfica). Il primo è parso quasi spaesato in attacco e non ha inciso minimamente alla sua prima da titolare, il secondo (accolto da un'ovazione a Stamford Bridge) invece è stato tra i migliori in campo, ma non è bastato per il salto di qualità.
Buona anche la prova di Badiashile (40 milioni per prelevarlo dal Monaco e non è stato inserito nella lista Champions) e positivo anche il rientro di Reece James. Le note positive finiscono qui.
Potter ce la sta mettendo tutta per provare ad invertire la rotta e lo dimostra anche un dato: nelle sue quindi partite di Premier ha apportato sessantaquattro modifiche all’undici iniziale, solo Tuchel ha fatto di più nella storia del club nello stesso arco di partite.
D’altronde, e molti si sono divertiti a fare questo ‘giochino’, il Chelsea ha una rosa che consente di costruire praticamente tre squadre, ma incredibilmente al termine di questo turno potrebbe anche ritrovarsi a dodici punti di distacco dalla zona Champions: un’enormità.
I folli investimenti nella nuova proprietà, quella capeggiata dal presidente Todd Boehly, non stanno dando insomma i frutti sperati. Il rischio per il Chelsea è quello di diventare la squadra più deludente della stagione, a livello globale.



