Pubblicità
Pubblicità
El Shaarawy RomaGetty Images

Un Faraone a Shanghai: la sfortunata avventura cinese di El Shaarawy

Pubblicità

Nell'estate del 2019, al termine di una stagione complessivamente difficile per la Roma ma positiva per Stephan El Shaarawy , le strade dei giallorossi e del Faraone si separarono. Una decisione consensuale, motivata da un lato dalle difficoltà economiche di una squadra alla costante e affannosa ricerca di far quadrare i conti e dall'altro dal sostanzioso ingaggio che veniva offerto al calciatore.

Fu così che El Shaarawy accettò di seguire la Via della Seta e trasferirsi allo Shanghai Shenhua, una delle squadre più titolate e ricche di Cina, che versò nelle casse della Roma ben 18 milioni di euro. Ad attendere il calciatore, un'accoglienza da super star e uno stipendio da ben 16 milioni a stagione. 

Accordo che fece diventare il Faraone il calciatore italiano più pagato, scalzando dal gradino più alto del podio Graziano Pellè che nel 2016 aveva precorso i tempi accettando il trasferimento allo Shandong Taishan a suon di banconote per un totale di 15 milioni l'anno.

La nuova esperienza di El Sha inizia con i fuochi d'artificio: subito in rete in campionato contro il Tianhai in Super League e doppietta nella FA Cup cinese con lo Yifang. Gol che impreziosiscono a una serie di prestazioni piuttosto positive espresse dall'attaccante partita dopo partita.

Quelle del Faraone si riveleranno però ben presto polveri bagnate. Le gare si sommano una sopra l'altra, ma il suo rendimento cala a vista d'occhio e il tabellino reti resta bloccato per svariate settimane. A gravare sul Faraone sono la bassa competitività del campionato cinese e la prematura nostalgia di casa.

Lo scarso rendimento lo fa uscire inevitabilmente dai radar del calcio internazionale e soprattutto da quelli del ct dell'Italia Roberto Mancini, che dopo le iniziali chiamate sull'onda di quanto di buono fatto vedere con la Roma, smette di inserirlo nella lista dei convocati degli Azzurri.

El Shaarawy Shanghai ShenhuaGetty

L'ultimo squillo di El Shaarawy con lo Shanghai Shenua arriva il 6 dicembre 2019, nella finale di Coppa nazionale contro il Luneng. Per l'occasione l'attaccante sfodera una prestazione di livello, segnando e contribuendo con le sue giocate al successo finale per 3-0 della squadra biancoblu.  È il primo - e fin qui unico - trofeo vinto nella sua carriera .

Il 2020 del Faraone inizia con la voglia di voltare finalmente pagina e tornare a scalare la china del calcio. L'attaccante capisce che la Cina non è il campionato adatto per lui e inizia a mandare segnali alle squadre italiane affinché possa tornare in Serie A.

I suoi piani verranno però sconvolti dalla pandemia di Coronavirus che parte proprio dalla Terra Dragone. La Super League viene interrotta, così come a stretto giro saranno sospesi tutti i campionati del resto del mondo. Impossibile dunque trovare una squadra in un momento così complicato per tutti, anche e soprattutto con quell'ingaggio che pesa come un macigno.

Ma nel momento del bisogno, sono i vecchi amici quelli a gettarci un'ancora di salvezza. Nel gennaio 2021 tornano a squillare le sirene della Roma, che dopo una lunga trattativa con lo Shanghai Shenua lo riporta nel nostro campionato. El Shaarawy rinuncia a una corposa parte d'ingaggio pur di tornare nella squadra che lo ha già rilanciato una volta dopo che la sua luce si era appannata con il Monaco.

Dopo mesi lontano dall'Italia e senza giocare, lo scotto da pagare per ritrovare confidenza con il calcio giocato è duro. In campionato El Shaarawy segna una sola rete, contro lo Spezia all'ultima giornata, che garantisce alla Roma di poter partecipare alla Conference League chiudendo al settimo posto in classifica.

In questa stagione sotto la guida di José Mourinho il Faraone, seppur non faccia parte del gruppo dei titolari, sta lentamente ritrovando lo status di calciatore. La Cina, per sua fortuna, non è più così vicina.

Pubblicità
0