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Ivan Luca VavassoriTikTok

L'ex portiere Vavassori è in Ucraina: "Combatto affinché la guerra non arrivi in Europa"

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Un passato con le maglie di Alcione, Legnano, Pro Patria, Bra e Vittuone, prima del trasferimento in Bolivia e della decisione di appendere i guantoni al chiodo: la scelta di Ivan Luca Vavassori è stata fortemente condizionata dal conflitto scoppiato in Ucraina, dove attualmente si trova in qualità di foreign fighter.

Nato in Russia e adottato all'età di 5 anni, Vavassori sente molto vicina questa guerra, sentimento intimo che lo ha spinto a muoversi in prima persona per dare una mano al popolo ucraino: esperienza testimoniata giornalmente sul suo account TikTok, usato come un diario per informare sulle sue condizioni di salute e sui nuovi sviluppi del conflitto.

Dall'ultimo video, pubblicato quattro giorni fa, si evincono le difficoltà incontrate nel contrastare l'esercito russo, contenuto con onore.

"Siamo ormai accerchiati, ci stanno bombardando da tutte le parti ma siamo ancora vivi. Il titolo di capitano me lo sono guadagnato sul campo. Mi chiamano Rome, aquila nera".

Vavassori non si è arruolato nell'esercito ucraino (ciò lo avrebbe vincolato fino al termine di stato d'allerta) ma fa parte di un gruppo di combattenti stranieri che, come lui, hanno voluto dare il proprio contributo ad una causa non solo ucraina, ma anche europea.

"Un onore essere venuto a dare la mia vita per queste persone fantastiche. Gli ucraini combattono per qualcosa di diverso da noi: noi siamo venuti qui per aiutarli, perché la guerra non esca da qua e non arrivi in Europa, mentre loro proteggono le loro case e le loro famiglie".

Il fatto che Vavassori non abbia più postato video da quattro giorni preoccupa i suoi familiari e chi, in questo momento delicato, lo sta seguendo da lontano facendo il tifo per lui e per la pace.

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