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Gomez Atalanta celebrating CagliariGetty Images

'Esordio bis' per l'Atalanta in Champions: più esperienza e fiducia rispetto ad un anno fa

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Un anno fa di questi tempi, l'Atalanta faticava enormemente nel suo primo cammino in Champions League: tre le sconfitte iniziali nel girone, le cui sorti sono state ribaltate grazie ad una combinazione di risultati favorevoli che ha permesso ai ragazzi di Gasperini di qualificarsi in maniera incredibile alla fase ad eliminazione diretta.

Solo una manciata di minuti ha separato i nerazzurri dall'accesso alla semifinale: la rimonta del PSG avvenuta nei minuti conclusivi ha spento il sogno di una città intera, messa a dura prova dalla catastrofica emergenza Coronavirus che, a Bergamo più che altrove, si è sviluppata con un tono di drammaticità più accentuato.

Rispetto a quell'esordio 'horror' contro la Dinamo Zagabria, l'Atalanta ha macinato sudore e, soprattutto, raccolto esperienza che le sarà utile in questa nuova campagna europea che la vedrà sfidare la 'cenerentola' Midtjylland e le ben più note Ajax e Liverpool: iniziare nuovamente il percorso in salita non sarebbe il massimo per le coronarie dei tifosi, che rinuncerebbero volentieri alle sofferenze di una qualificazione ottenuta in modo del tutto rocambolesco.

Zapata e compagni avranno, dalla loro, la consapevolezza della loro forza che magari, nel recente passato, non era stata colta al primo colpo: la forza dell'Atalanta è proprio quella di sapere di essere forte, di essere temuta dagli avversari che ormai non la considerano più una sorpresa, una semplice comparsa nel calderone dell'Europa che conta.

Per capire quanto l'Atalanta abbia acquisito in termini di considerazione, casca a pennello la definizione fatta da Pep Guardiola, uno dei primi estimatori della favola creata dalla famiglia Percassi.

"Giocare contro l'Atalanta è un po' come andare dal dentista, è durissima".

L'Atalanta ha avuto l'umiltà di imparare a conoscere la Champions e tutte le sue insidie, insite nei dettagli che in una competizione del genere fanno la differenza. Dettagli direzionabili grazie ad una rosa più profonda, che offre maggiori alternative e relative sicurezze in ogni reparto: con un Ilicic in più, finalmente recuperato da quei problemi personali che lo hanno privato a Gasperini nella fase cruciale della passata stagione, quando l'apporto dello sloveno avrebbe potuto essere decisivo.

Un altro fattore non da sottovalutare è quello del campo: dal dolce 'esilio' di San Siro al ritorno al 'Gewiss Stadium', omologato dall'UEFA dopo i lavori di ristrutturazione che si sono resi necessari. Ok, mancherà l'apporto del pubblico sugli spalti, ma respirare l'aria di casa fa sempre bene al morale e permette di dare quel 'quid' in più che in un altro ambiente non sarebbe possibile.

Il primo step da affrontare e superare sarà la trasferta danese nella tana del Midtjlland che, proprio come l'Atalanta un anno fa, si affaccerà per la prima volta sul balcone della Champions League: una vittoria confermerebbe le sensazioni positive e darebbe ulteriore slancio in vista degli impegni, più probanti, contro Ajax e Liverpool che, con ogni probabilità, indirizzeranno in un senso o nell'altro il viaggio continentale della 'Dea'.

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