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Riccardo Bocalon Venezia Cittadella Serie BGetty

Da eroe promozione ai margini del Venezia, Bocalon: "Voglio esordire in Serie A"

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Il 27 maggio 2021 il Venezia non lo scorderà mai: le tribune vuote del Penzo non riescono a raccontare pienamente la gioia e l'euforia vissute dai ragazzi di Paolo Zanetti, Riccardo Bocalon compreso.

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E' la realizzazione di un sogno per i lagunari: battendo il Cittadella, in finale Playoff, conquistano la promozione in Serie A dopo 19 anni dall'ultima partecipazione. Inutile aggiungere altro.

Anche perché a segnare il goal vittoria è lo stesso Bocalon al 93': la rete sognata da tutti, quella in extremis che consegna più di un successo. Consegna la gloria eterna a una squadra. E per uno come il "Doge", come viene chiamato, non è una cosa casuale, visto che del Venezia e al Venezia ha vissuto tanto, dopo esserci nato.

La maglia arancioneroverde l'ha indossata per la prima volta nel 2013, in laguna ci è tornato nel 2019, quindi nel 2020 dopo la parentesi al Pordenone. Era la riserva di Forte, ma è entrato nella storia: il Venezia è tornato in Serie A da diversi mesi, ma lui non ha ancora esordito.

E' finito fuori rosa, ai margini del progetto tecnico: in poche parole, per quanto triste, non rientra nei piani del club. Intervenuto ai microfoni de "Il Foglio", ha raccontato il suo stato d'animo e il momento difficile.

"Non metto più piede allo stadio da quel 27 maggio: fa troppo male".

Da quel giorno speciale non è più tornato al Penzo: segue le partite da casa, perché pur da tifoso, e pur essendo stato centinaia di volte in quel posto magico, non ci riesce.

"Vivo in un limbo: non auguro a nessuno una cosa simile. Ho provato fino all'ultimo a far cambiare idea alla dirigenza. Bastava poco per coronare qui la mia carriera: fosse per me rimarrei al Venezia gratis, ma non mi è stata data questa possibilità e aspetto con ansia il calciomercato di gennaio", ha aggiunto.
"Ho preferito vedere il Venezia in TV, che è comunque difficile, ma non come stare in tribuna, impotente, davanti a chi giocava con me fino a ieri. Da piccolo andavo al Penzo sempre con mio papà e mio nonno, quando il Venezia di Zamparini era in Serie A: soffro perché il ricordo di quei giorni bussa forte e vorrei esserne parte ancora, non solo da tifoso".

Le sirene del mercato lo porteranno altrove, ma nessun posto sarà come Venezia: "Sono un sognatore realista: esordire in Serie A è difficile, finché gioco voglio provarci". Parola del "Doge".

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