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Christian Eriksen InterGetty Images

Eriksen irriconoscibile: dubbi e difficoltà nel 3-5-2 di Conte

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Trovare un solo colpevole per la sconfitta dell'Inter nella tana della Juventus è pressoché impossibile: tante le insufficienze tra i nerazzurri che, primo tempo a parte, hanno meritato di uscire sconfitti dall'Allianz Stadium.

Squadra scarica e senza mordente, una rarità se si considera che al timone c'è Antonio Conte, uno abituato a trasmettere grinta, passione e veleno ai suoi ragazzi: a Torino però non c'è riuscito, nemmeno attraverso le sostituzioni, rivelatesi insufficienti per raddrizzare il risultato.

Christian Eriksen è partito dalla panchina, conferma del fatto che il tecnico nerazzurro nutra ancora dei dubbi di natura tattica e di adattabilità al 3-5-2 che stenta a migliorare: per il danese fioccano i 5 in pagella e le critiche per una qualità tenuta ancora nascosta e non messa al servizio della squadra.

Per lui qualche errore tecnico e ben 8 palloni persi, a dimostrazione della sofferenza figlia del pressing forsennato della Juventus che ha finito per mettere in difficoltà un giocatore come il danese che della tecnica fa da sempre il suo punto di forza.

Piccoli miglioramenti si sono visti dopo l'ingresso in campo di Gagliardini per Candreva e il passaggio al 4-3-1-2, con Eriksen andato a posizionarsi sulla trequarti: lì ha avuto una libertà maggiore che lo ha portato al tiro, finito di poco alto sulla traversa della porta difesa da Szczesny.

Timido segnale di risveglio che però è un'indicazione netta sul futuro ruolo di Eriksen che, da mezzala, fatica enormemente ad emergere, stretto nella morsa della marcatura avversaria. Sembra invece che il meglio di sé lo dia tra le linee, portando quel sano scompiglio in grado di creare imprevedibilità durante la fase offensiva.

Il trasferimento a stagione in corso e l'impatto brusco con una nuova realtà completamente diversa dalla Premier League rappresentano delle attenuanti importanti per Eriksen, che dovrà ridurre il tempo di adattamento per prendersi finalmente l'Inter anche nelle gare più importanti, quelle in cui la sua classe potrebbe fare la differenza.

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