La vittoria con la Juve aveva riacceso fuoco ed entusiasmi, a Granada invece il fuoco si è spento di nuovo. Il Napoli si conferma mentalmente incostante, fattore che unito all'emergenza infortuni rende il cocktail sconsigliato da provare.
Il ko in Spagna, che rende il cammino in Europa League un pendìo ripidissimo, ripropone all'attenzione i difetti ormai cronici della squadra di Gattuso: le tante assenze rappresentano un aspetto cruciale, ma gli arruolabili in terra iberica hanno deluso.
GettyAtteggiamento molle, poche idee e raffazzonate, capacità di far male pari allo zero: componenti che in un momento delicato come quello degli azzurri possono solo complicare ulteriormente le cose. Se si considera che l'unico tiro in porta è il diagonale di Osimhen al minuto 87, ciò la dice lunga sulla 'garra' pressochè nulla (eccezion fatta per qualche sprazzo nel finale) mostrata dal Napoli a Granada.
Difesa costretta agli straordinari per sopperire allo scarso filtro del centrocampo (straordinari conditi però dalle ennesime letture errate), poco movimento in fase offensiva, diversi uomini di talento non pervenuti: l'esame europeo, è stato fallito.
L'unico a provarci sempre, nel bene e nel male, è capitan Insigne: in una serata storta il numero 24 ci ha messo il cuore, coprendo e correndo su e giù per il prato verde del Nuevo Estadio de Los Cármenes anche a 90' inoltrato. E pazienza se è mancato il guizzo illuminante: almeno lui ci prova.
La coppia Rrahmani-Maksimovic è tornata la brutta copia di quella ammirata con la Juve, in mediana Lobotka è in ritardo di condizione e non verticalizza, mentre Elmas rimane un punto interrogativo: ok la tecnica, ma serve anche sostanza.
GettyMale anche Zielinski, l'eterno incompiuto: alti e bassi sono certificati dalla notte di Granada, con ingresso e impatto deludente sul match. Da lui ci si aspetta sempre molto, il problema è che il polacco il 'molto' te lo garantisce a fiammate. Personalità cercasi, insomma.
Infine Osimhen, il quale tra spalla e Covid rimane lontanissimo parente del 'crack' apprezzato ad inizio stagione: per il nigeriano pochi palloni giocabili, ma da parte dell'ex Lille anche un piglio flebile.
In Andalusia il fuoco del Napoli si è spento di nuovo, confermando come i problemi siano psicologici.
"Non si può parlare di condizione fisica, perché altrimenti non avremmo tenuto nella metà campo avversaria una squadra come il Granada - l'analisi di Gattuso a 'Sky' - Senza cambi e altro, la squadra fisicamente c'è. Stiamo prendendo dei goal in fotocopia che prima non prendevamo più".
In attesa di recuperare pezzi dall'infermeria, il Napoli è chiamato a rimboccarsi le maniche e calarsi in una consapevolezza che lo vede costretto a fare con ciò che si ha: ecco perchè, da quelli 'graziati' da infortuni e tamponi positivi, ci si aspetta di più.


