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Byron Castillo EcuadorGetty

L'Ecuador rinuncia a Castillo tra i convocati: "Abbiamo subìto un'ingiustizia"

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Nell'elenco definitivo dei convocati per i Mondiali che la Federcalcio dell'Ecuador ha consegnato alla FIFA non figura il nome più atteso, al centro di una spinosa vicenda diplomatica: Byron Castillo non sarà uno dei protagonisti della rassegna iridata, la cui partenza sarà sancita domenica proprio dal match inaugurale tra la 'Tricolor' e i padroni di casa del Qatar.

La FEF ha preferito evitare ogni possibile strascico che sarebbe potuto derivare da una chiamata di Castillo, finito nell'occhio del ciclone per la denuncia sporta alla FIFA dalle Federcalcio di Cile e Perù: secondo le accuse, il difensore del Leon sarebbe in realtà nato in Colombia e, dunque, tale dettaglio avrebbe inficiato sulla convocabilità durante le qualificazioni mondiali chiuse al quarto posto nel raggruppamento sudamericano.

La FIFA ha respinto ogni accusa, mentre il TAS di Losanna ha riconosciuto la validità delle convocazioni precedenti di Castillo, pur infliggendo all'Ecuador una penalizzazione di tre punti da scontare nelle prossime qualificazioni: nel mirino l'utilizzo di un documento che conterrebbe delle false informazioni.

"Di fronte ad una sentenza arbitraria del TAS - si legge nel comunicato emesso dalla FEF -, che ignora i più elementari principi giuridici universalmente accettati, e di fronte al rischio di subire nuovamente delle sanzioni ingiuste, la Federcalcio ecuadoriana è obbligata a non includere il giocatore Byron Castillo Segura nell'elenco definitivo che è stato presentato alla FIFA".

Contestata la sentenza del TAS, fonte di contraddizioni secondo gli ecuadoriani.

"Incomprensibilmente, la stessa sentenza del TAS - che riconosce l'idoneità del giocatore - semina illegittimamente un dubbio sul contenuto del passaporto che potrebbe pregiudicare non solo l'avanzamento della squadra in questi Mondiali, ma anche la partecipazione alla prossima edizione, in virtù di sanzioni che, senza alcun fondamento giuridico, sono state comminate alla FEF. Sebbene oggi la nostra attenzione sia rivolta ai Mondiali in Qatar, il nostro impegno è quello di sfruttare tutte le risorse che la legge ci concede per dimostrare la correttezza del nostro comportamento e porre un rimedio a questa situazione ingiusta e dolorosa, qualunque sia la sede in cui saremo chiamati a farlo".
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