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Pedro Flamengo Athletico-PR Brasileirão 04102020Alexandre Vidal/CR Flamengo

"È più forte di Lewandowski": l'ex viola Pedro incanta al Flamengo

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4 spezzoni di partita, una sessantina di minuti totali, poi il rapido foglio di via. Se a Firenze chiedi di Pedro, puoi sentirti rispondere: "Pedro chi?". E poi, dopo aver fatto rapidamente mente locale: "Ah, quel Pedro". Quel Pedro, sì. La meteora della Fiorentina, talmente incapace di ambientarsi in viola da essere rispedito in patria sei mesi dopo il suo arrivo. Un brocco che però brocco non è, se è vero che in Brasile è tornato ad entusiasmare come faceva prima di approdare in Italia.

Nel Flamengo di Domenec "Dome" Torrent, spagnolo ex assistente di Pep Guardiola, Pedro ha trovato l'ambiente ideale: gioca nella squadra più forte del Brasile, lotta per vincere il campionato e può respirare l'aria di Rio de Janeiro, la sua città, dov'era esploso con la maglia del Fluminense prima del rapidissimo transito europeo. Da inizio ottobre, poi, è il titolare indiscutibile in attacco: Gabigol si è fatto male a una caviglia in Libertadores e dovrà rimanere lontano dai campi di gioco per qualche altra settimana.

Libero dalla concorrenza dell'ex nerazzurro, che spesso lo ha costretto alla panchina nei primi mesi stagionali, Pedro ha sciolto le briglie. I numeri non mentono: 5 reti in 11 presenze - ma solo 5 da titolare - nel Carioca, 2 in 4 in Libertadores e 9 in 16 nel Brasileirão, che vede il Fla in vetta assieme all'Internacional dopo il 2-2 dello scontro diretto di domenica sera.

Pedro e Everton Ribeiro Internacional Flamengo Brasileirão 25102020Flamengo/Divulgação

Pedro ha lasciato il segno anche a Porto Alegre: sua la rete del momentaneo 1-1, con un'azione personale conclusa con un preciso destro alle spalle del portiere. Tra i migliori in campo, l'ex viola ha sfiorato più volte la doppietta, fornito assist ai compagni, impreziosito la propria prestazione con numeri d'alta scuola, solo apparentemente incompatibili con quel fisico alto e secco che il centravanti rubronegro si ritrova.

E così, nella Rio rossa e nera è scoppiata la Pedro-mania. Solo a Rio? In tutto il Brasile, in realtà. E anche nel mondo dei media. Tanto che il conduttore e telecronista di 'Rede Globo' Luis Roberto, uno dei più famosi e apprezzati del paese, lunedì si è lasciato andare a un commento un tantino ardito, ma sufficiente per capire che momento stia vivendo l'ex giocatore della Fiorentina:

"È come Cavani, anche se Cavani ha 33 anni e lui 23. Lewandowski? Ah, Pedro è più forte di lui. Parliamo di situazioni ben diverse: Pedro è arrivato al Flamengo quest'anno, Lewandowski è in una squadra più pronta, che gioca un calcio totale bellissimo da vedere. Lewandowski è un grandissimo giocatore, ma Pedro ha qualità tecniche superiori. Ragazzi, quel goal che ha segnato ieri è spettacolare, rarissimo. Ha calciato da fuori area con un tocchetto, come se stesse tirando un rigore, come se fosse a due metri dalla porta".

Il prossimo step? Provare a rivincere campionato e Libertadores col Flamengo, intanto. In attesa di capire chi, tra lui e Gabigol, prenderà in mano le redini dell'attacco nella parte decisiva della stagione. E poi, chissà, il sogno Seleção. Che poi tanto sogno non è, se è vero che nelle scorse ore il ct Tite ha incluso anche lui in una lista B di convocazioni per le prossime sfide di qualificazione a Qatar 2022. Pedro aveva assaporato la Nazionale solo nel 2018, prima di rinunciare alla chiamata a causa di un grave infortunio a un ginocchio.

Bene ricordarlo: formalmente, Pedro è ancora della Fiorentina. A gennaio è tornato in Brasile in prestito, con la possibillità dunque di rientrare in Italia in un secondo momento. Difficile che ciò accada: il Flamengo ha tutta l'intenzione di acquisire il centravanti a titolo definitivo. Perché anche lì, in fondo in fondo, lo considerano più forte di Lewandowski.

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