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Dzeko ritrova la Roma: altra sfida da ex per il centravanti bosniaco

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Se, da un lato, Inter-Roma rappresenta il classico confronto tra José Mourinho e il suo passato nerazzurro, la sfida tra i campioni d'Italia in carica e i capitolini avrà i connotati del tuffo nel passato anche per Edin Dzeko.

L'attaccante bosniaco, acquistato dall'Inter nell'estate del 2021 per raccogliere la pesantissima eredità di Romelu Lukaku (poi rientrato), ha vestito la maglia della Roma per sei stagioni, ossia quelle che hanno rappresentato l'esperienza più longeva della sua carriera.

Arrivato nell'estate del 2015 dal Manchester City, il centravanti di Sarajevo era sbarcato nel Belpease con il chiaro intento di trascinare i giallorossi verso l'impresa di interrompere l'egemonia della Juventus in Serie A.

Il proverbiale fiore all'occhiello fatto di leadership, esperienza e, soprattutto, tanti goal, da inserire all'interno di un impianto tattico che necessitava delle reti di un bomber di caratura europea per compiere il tanto sperato salto di qualità.

Tuttavia le premesse non hanno trovato riscontro in termini di trofei conquistati - zero in sei anni - ma quanto inscenato dall'ex attaccante del Wolfsburg nelle sue sei stagioni in salsa romana lo colloca di diritto nel gotha dei calciatori che hanno sfoggiato i colori giallorossi.

Dopo un anno d'apprendistato condito da più difficoltà che sprazzi di gloria - solo 8 goal in campionato - è nella sua seconda stagione italiana (la 2016-2017) che il classe 1987 raggiunge l'apice: vince il titolo di capocannoniere in Serie A segnando 29 reti e spinge la Roma al secondo posto in classifica alle spalle della Juve ma matematicamente in corsa sino all'ultima giornata.

L'anno seguente è meno prolifico tra i confini nazionali ma viene scandito da numeri straordinari in Champions League dove spinge la Roma sino alla semifinale contro il Liverpool, segnando anche nella notte magica della 'remuntada' contro il Barcellona: con 8 goal messi a referto in 12 partite diventa il miglior marcatore nella storia del club in una singola partecipazione alla Coppa dei Campioni, smentendo categoricamente chi gli imputava poca incisività su scala internazionale.

Alle porte del campionato 2019-2020 prolunga la sua liaison con la Capitale mettendo nero su bianco un accordo sino al 2022 e, complice il contemporaneo addio di Florenzi, diventa il nuovo capitano della squadra che nel frattempo è stata affidata alla guida tecnica del portoghese Paulo Fonsceca.

E proprio con il tecnico lusitano, Dzeko si rende protagonista di un durissimo scontro verbale che gli costa la perdita della fascia a vantaggio di Lorenzo Pellegrini.

E' l'inizio della fine. E' l'episodio chiave che conduce verso il lento ed inesorabile addio, concretizzatosi dopo 260 partite e 119 goal complessivi.

Il terzo miglior marcatore di sempre nella storia della Roma, alle spalle di due totem con Pruzzo e Totti. Morale della favola, un pezzo di storia.

Nella passata stagione ha già affrontato i giallorossi in 3 partite tra Serie A e Coppa Italia, andando a segno proprio in quest'ultima competizione, nel 2-0 di San Siro. Non importa, comunque: per lui sarà sempre un tuffo nel passato.

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