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Dzeko Manolas Napoli RomaGetty

Dzeko e Manolas avversari: dalla lite in Bosnia-Grecia alla notte da sogno in Europa

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Amici, nemici, ancora amici e avversari. L'escalation del rapporto tra Edin Dzeko e Kostas Manolas non è di quelle banali, con il picco massimo toccato quando entrambi vestivano la maglia della Roma. Tra gioie infinite e dolori strazianti, senza dimenticare addirittura un contatto ravvicinato con intenzioni bellicose.

Il primo arrivato a Trigoria nel 2015, il secondo un anno prima: in poco tempo si sono guadagnati la palma di leader, sia sotto l'aspetto carismatico che tecnico, di una squadra che in quel preciso momento storico aveva un disperato bisogno di figure guida in ogni reparto, che potessero rendere più tranquilla la fase di avvicinamento alla separazione definitiva con il grande capitano Francesco Totti.

Due ruoli diversi, compiti all'opposto ma un solo obiettivo comune: portare la Roma nei piani alti del calcio europeo. Ed è proprio in Europa, ma con le maglie delle rispettive nazionali, che l'alchimia tra Dzeko e Manolas ha rischiato di rompersi in maniera definitiva.

Edin Dzeko Kostas Manolas Bosnia GreeceGetty Images

9 giugno 2017, a Zenica si gioca il match tra Bosnia e Grecia valido per le qualificazione al Mondiale 2018: un incrocio sentitissimo da entrambe le tifoserie, non solo per motivi sportivi ma anche politici, riferiti ad uno striscione esposto all'andata dai greci ed inneggiante alla triste pagina del massacro di Srebrenica che causò la morte di oltre 8000 musulmani bosniaci.

La tensione è alle stelle e raggiunge l'apice subito dopo il triplice fischio di Rizzoli: tutto parte da Gianniotas che accusa l'assistente del ct bosniaco di averlo colpito con un pugno, da lì si scatena una rissa che finisce per coinvolgere anche Dzeko e Manolas, allora compagni di squadra alla Roma.

L'attaccante prende per il mento il difensore che, a bocce ferme, spiegherà le sue ragioni e quelle della Grecia, infastidita per il trattamento riservato all'inno prima del calcio d'inizio.

"Queste cose non dovrebbero accadere. Hanno mancato di rispetto al nostro inno nazionale ed è una vergogna. Tutto ciò non c'entra col calcio: sembrava una guerra, certe cose dovrebbero essere risolte nei tribunali. Noi calciatori dobbiamo soltanto pensare al pallone".

Manolas Dzeko RomaGetty

Uno scontro tra compagni che raramente si è visto su un campo da calcio, dimenticato in fretta e cancellato completamente da quella che può essere considerata la notte più bella della storia recente della Roma in Europa.

Il racconto si sposta al 10 aprile 2018, al ritorno dei quarti di finale di Champions League tra i giallorossi e il Barcellona. I blaugrana sono i favoriti d'obbligo in virtù del netto 4-1 dell'andata che lascia poche speranze ai capitolini, bisognosi di un successo con almeno tre reti di scarto.

Il match assume una piega positiva dopo appena sei minuti: a siglare il primo goal è proprio Dzeko, episodio che indirizza l'inerzia nelle mani della squadra di Di Francesco che attacca senza subire più di tanto.

Il primo tempo si chiude sull'1-0 ed è nella ripresa che accade 'l'impossibile': Piqué affossa Dzeko in area, è calcio di rigore che De Rossi trasforma da specialista qual è. Ora serve un'altra rete per completare l'opera e, il copione di quella che si prospetta essere una serata magica, regala il colpo di scena finale.

Kostas Manolas Roma Barcelona UCL 04102018Getty

E' il minuto 82 quando Ünder batte un corner dalla destra, indirizzando il pallone sul primo palo: tra tutti i saltatori romanisti è Manolas che prende il tempo ai difensori avversari, girando di testa la sfera che va ad insaccarsi dove Ter Stegen può solo immaginare.

Dzeko e Manolas, proprio loro, gli eroi di Champions che un anno prima avevano sfiorato la rissa da saloon nell'inferno di Zenica. Al fischio finale c'è spazio soltanto per gli abbracci e i complimenti, oltre che per la gioia dell'approdo tra le migliori quattro del vecchio continente a 34 anni di distanza dall'ultima volta.

Le strade dei due si separeranno in seguito nell'estate 2019, con il trasferimento di Manolas al Napoli per 36 milioni, 21 dei quali coperti dal costo del cartellino di Diawara che farà il percorso inverso. Stasera saranno uno contro l'altro e c'è da scommetterci che ricorderanno, con un sorriso stampato sui denti, quella sera di due anni e mezzo fa in cui assaporarono la gloria eterna.

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