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Dybala e il rapporto con Cristiano Ronaldo: "Gli ho detto che da bambino lo odiavo"

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In Europa League è stato necessario un suo colpo di genio per allungare ai supplementari la gara col Feyenoord, poi eliminato: Paulo Dybala è l'anima di questa Roma, il punto di riferimento a cui attorno ruotano le speranze di chiudere la stagione con un trofeo e, soprattutto, di tornare a disputare la Champions.

Guarda 'Scacco Capitale' con Paulo Dybala e Diletta Leotta su DAZN

L'argentino è il protagonista di 'Scacco Capitale' su DAZN: intervistato da Diletta Leotta col Colosseo sullo sfondo e una scacchiera al centro della scena, la 'Joya' ha rivelato l'origine dell'esultanza divenuta un 'must', ossia la 'Dybala Mask'.

"La storia nasce un po' qui al Colosseo. Da bambino guardavo tanti film su Roma e i gladiatori. Il film 'Il Gladiatore' l'avrò visto più o meno venti volte. Dopo un momento difficile della mia carriera, ho pensato di adottare quell'esultanza: alla gente è piaciuta fin da subito e continuo a farla".

L'affetto del pubblico giallorosso nei suoi confronti è totale.

"A volte mi chiedo se non sia troppo. Quando vado a cena, quando esco a fare una passeggiata, mi fanno capire questa passione. Io cerco sempre di dare il meglio per me, ma anche per la gente".

La scelta di firmare con la Roma è stata dettata anche dalla passione storica per tutto ciò che concerne la Capitale.

"Quando Tiago Pinto ci ha contattato mi sono venute in mente queste cose (i film su Roma e i gladiatori, n.d.r.) ed era impossibile non pensarci. Mi sono detto 'Devo fare qualcosa in questa città'".

Cristiano Ronaldo o Messi? Una dicotomia che, in Argentina, ovviamente non ha senso di esistere.

"Con Cristiano sono stati tre anni belli, la squadra era forte e lui ci dava qualcosa in più. La rivalità tra lui e Messi è molto sentita in Argentina e io da bambino, ovviamente, sono sempre stato dalla parte di Messi.
Una volta eravamo in aereo per andare a giocare una partita, io mi trovavo in fondo e lui era seduto più in avanti. Ad un certo punto è venuto da me per parlare di calcio e altre cose. Discutevamo in generale delle nostre vite e così gli ho detto 'Io da bambino praticamente ti ho odiato'. Ci siamo fatti due risate. Abbiamo sempre avuto un bel rapporto, un bel dialogo".

Anche Mourinho ha rappresentato un fattore determinante per la scelta di venire alla Roma.

"Mourinho possiede un'immagine e un potere importante per quel che rappresenta nel mondo del calcio. Sarebbe un buon giocatore di scacchi. Prima di arrivare alla Roma ci siamo sentiti due volte, lui è molto bravo ad 'entrare dentro a qualcuno'. Ho sentito un feeling speciale: trovare qualcuno che parli sinceramente nel mondo del calcio è difficile. Lui ha fatto la storia del calcio, abbiamo un confronto diretto. E' molto bravo a preparare le partite: ciò che dice, poi accade effettivamente in campo.
Nel gennaio 2022 si è avvicinato a me in un Roma-Juventus e mi ha detto 'Sei un fenomeno'? Sì è vero, è la prima cosa che mi ha ricordato quando mi ha chiamato. Non mi è mai successo che un tecnico avversario mi dicesse qualcosa di simile durante il gioco. In Champions contro il Manchester United avevamo discusso, gli avevo detto di non fare quel gesto. Ma quell'episodio è rimasto sul campo".

In futuro non è da escludere l'utilizzo della '10' giallorossa, appartenuta ad un certo Francesco Totti: si tratterebbe di un onere unico.

"Il 10 della Roma sarà sempre Francesco Totti, così come Del Piero lo sarà per la Juventus. A Torino fu direttamente la società a chiedermi di utilizzare quel numero. Così anche a Roma? Mai dire mai... Sarebbe una responsabilità unica".

Se la Roma fosse una scacchiera, Mourinho sarebbe il Re.

"Il Re è Mourinho, la Regina è tutta la squadra. Non dite che sono io, piuttosto mi sento un pedone".
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