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Paulo Dybala RomaGetty Images

Dybala sull'addio alla Juve: "Avevo un accordo per rinnovare, ma club e allenatore hanno cambiato le cose"

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Dopo il mancato rinnovo con la Juventus, Paulo Dybala ha deciso di vestirsi di giallorosso. La 'Joya', a 'Tyc Sports', svela un importante dettaglio sulla sua decisione di sposare la Roma.

"Purtroppo l'anno scorso ho vissuto diversi stop per alcuni infortuni e non ho potuto avere continuità. Ma i miei numeri, in rapporto ai minuti giocati, erano molto buoni. Essere rimasto senza contratto mi ha fatto sorgere un grande dubbio basato su cosa mi stesse accadendo a livello calcistico. È stato inaspettato perché avevo un accordo con la Juve per il rinnovo, ma poi le cose sono cambiate sia da parte del club che dell'allenatore, che aveva un nuovo progetto".
"Mourinho mi ha aperto le porte per farmi arrivare alla Roma. È stata una decisione presa molto velocemente, un weekend mi ha chiamato e abbiamo avuto diversi colloqui. Anche a casa con Tiago Pinto. Mostrarmi da vicino il progetto, con il nuovo gruppo di investimento, è stato importante. E' un club incredibile e continuerà a crescere".
"Mou è un allenatore che dice poche cose, ma in modo diretto. Abbiamo parlato tanto della società, della città e delle sue idee. Sono arrivati ​​giocatori incredibili con tanta esperienza, aggiunti ad un gruppo giovane che ha vinto un titolo lo scorso anno".

Dybala, inoltre, ad 'ESPN' apre un'ulteriore parentesi sulle stagioni recenti vissute in bianconero, dove aveva fatto capolino nel 2015.

"Se a Roma sono tornato a sentirmi importante? Sì, gli ultimi anni alla Juve non sono stati facili, cambiare aria mi ha fatto bene".

Chiave di volta dell'affaire Dybala, come detto, è stato lo 'Special One'.

"A Roma con la Juve stavamo vincendo 4-3 e l’allenatore mi ha sostituito. Mourinho si è avvicinato alla panchina per salutarmi dicendomi: 'Sei un fenomeno'. Questo episodio mi è rimasto nella testa, ma non potevo sapere poi cosa sarebbe successo riguardo al rinnovo con la Juve. Quando poi mi ha chiamato la prima volta, mi ha chiesto se mi ricordassi di quel momento. E io: 'Certo, come potrei scordarmene. È stato un onore'. Poi mi ha detto: 'Bene, ora devi farlo per me'. Mi ha chiamato anche nei giorni successivi ed è stato facile decidere".
"Lavorarci è semplice. Con lui parlo di tutto, conosce tutti i giocatori, da quelli top alla Terza Categoria. Ha un gruppo di persone che lavora benissimo. Di Mourinho mi ha sorpreso l’umiltà che ha, tratta tutti allo stesso modo. Certe volte può dare un’immagine diversa per quello che si vede in campo. Poi l’ho visto anche arrabbiato... Sono molto felice alla Roma, quando uno si trova bene è più facile".

Dybala è soddisfatto dunque, nonchè rapito dal calore della piazza giallorossa.

"Il tifoso della Roma in quanto a passione è simile a quello argentino. E' un ambiente diverso rispetto a quello Juve. Hanno una bella pazzia: sento questo affetto, per loro la Roma viene prima della famiglia. Vivono il calcio come noi".
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