Quello di Julian Draxler è un nome che gli appassionati di calcio italiani conoscono alla perfezione. In più occasioni in passato si è infatti parlato di un suo possibile approdo in Serie A.
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Nell’estate del 2015, in particolare, ad un tratto sembrò una cosa praticamente fatta il suo passaggio dallo Schalke 04 alla Juventus, quando l’operazione sembrava in dirittura d’arrivo però, sfumò in maniera clamorosa. Il centrocampista oggi in forza al PSG, in un’intervista concessa a Goal, ha spiegato perché l’arrivo in bianconero è stato solo sfiorato.
“In quel periodo si parlò di un trasferimento alla Juventus. Il problema è che il calcio è business e le decisioni non si prendono da soli. Perché un’operazione vada in porto si devono trovare accordi sulle commissioni e su tutte le questioni contrattuali. Serve che ogni cosa vada bene e sfortunatamente la cosa non è accaduta nel caso della Juve”.
Sfumato il trasferimento alla Juventus, Draxler decise di ripartire dal Wolfsburg.
“Avevo già annunciato allo Schalke che volevo assolutamente andare via. In pratica avevo già detto addio, puntavo ad una crescita professionale. Era importante trovare un club che mi garantisse le condizioni giuste, visto che da lì a poco ci sarebbero stati i Campionati Europei. Mi sono trasferito in una buona squadra che giocava in Champions League come il Wolfsburg, Low così aveva anche l’opportunità di seguirmi da vicino. De Bruyne era appena passato al Manchester City, quindi la società aveva i mezzi economici per soddisfare lo Schalke ed io ho accettato”.
Il Wolfsburg si è rivelato un ottimo trampolino di lancio.
“Era un punto di passaggio verso il grande club nel quale mi vedevo. Non è che non mi importasse nulla, devo portare rispetto verso la società che mi paga, ma sono un atleta e voglio vincere. Non era la squadra che sognavo da bambino, semplicemente loro hanno tratto vantaggio da me ed io da loro. Fin da subito abbiamo stabilito che non avrebbero bloccato il mio percorso di crescita”.
Oggi Draxler milita in una grande squadra come il PSG e in estate, nonostante le tante offerte, ha deciso di non lasciare Parigi.
“Ero abbastanza soddisfatto dei minuti giocati nella stagione precedente ed ho un allenatore che mi apprezza e mi fa sentire benvoluto. Mi sento a casa al PSG, ho un contratto fino al 2021 e potrei anche prolungarlo. So di non avere qui lo stesso ruolo che avevo allo Schalke o al Wolfsburg, ma so anche di avere le qualità per poter aiutare la squadra. Certo vorrei avere ancora maggiori responsabilità e non dovermi chiedere se giocherò o meno le partite più importanti, ma devo essere realista e per essere un titolare inamovibile di una squadra come il PSG devi essere tra i primi cinque, sei, sette giocatori al mondo”.




