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Donnarumma ipnotizza i rigoristi: 3 esecuzioni, 0 goal

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Ricordate come si è fatto conoscere al grande pubblico Gianluigi Donnarumma? Con un paio di rigori parati in amichevole nell'estate del 2015 a personaggi che nel calcio di oggi qualcosa rapresentano: Kroos prima, Berardi poi. Come un predestinato. E come un portiere che sa bene come spaventare i rigoristi che gli si parano davanti.

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In Serie A, il quasi diciottenne portiere del Milan si è salvato - con bravura oppure con fortuna - in più della metà delle esecuzioni avversarie: 4 su 7. L'ultima quella di Adem Ljajic, che sul 2-0 per il Torino non è riuscito ad ampliare ulteriormente la forbice del punteggio: destro centrale e respinta di Donnarumma, rimasto immobile.

Gigio aveva già detto di no proprio nella gara d'andata ad Andrea Belotti. Quello sì, un episodio decisivo: la parata era arrivata nei minuti di recupero e aveva permesso al Milan di vincere per 3-2. "Se l'avessi saputo, l'anno scorso non l'avrei fatto esordire...", aveva scherzato amaramente il suo ex allenatore Sinisa Mihajlovic, quest'anno sulla panchina del Torino.

Contando anche il palo colpito da Josip Ilicic nella gara pareggiata tra Fiorentina e Milan lo scorso 25 settembre (0-0), il conto è presto fatto: in questo campionato, Donnarumma ha dovuto fronteggiare 3 calci di rigore e in nessuno dei tre è stato battuto. Quasi da non crederci.

Gli unici a essere riusciti a superarlo in carriera sono Toni, Pazzini ed Eder, tutti in goal nello scorso torneo. Niente da fare nemmeno per Icardi, frenato dal palo nel derby di gennaio 2016. Anche lui, prima di Belotti, Ilicic e Ljajic, si era dovuto arrendere alla 'maledizione Donnarumma'. Quella maledizione che ha stregato anche Dybala in Supercoppa.

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