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Dietro Buffon, il nulla: come la scuola dei portieri italiani è andata in cenere

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GOALDi Federico Casotti

Quando un giocatore come Gianluigi Buffon raggiunge un traguardo così prestigioso come le 150 presenze in Nazionale, è inevitabile e per nulla irrispettoso pensare a chi, in un futuro ancora molto lontano, sarà in grado di raccoglierne l'eredità. Discorso delicato, ancora di più per il ruolo del portiere, storicamente uno dei punti di forza della scuola italiana, diventato da qualche anno a questa parte fonte di grande preoccupazione.

Intendiamoci, non sono le prestazioni di Buffon a preoccupare, quanto il fatto che alle sue spalle non si vedano eredi pienamente all'altezza. Poteva esserlo Salvatore Sirigu, che fino alla scorsa estate era titolare al Paris SG, uno dei club più prestigiosi al mondo, ma la sua recente caduta in disgrazia in Francia non lo aiuta a tenere alte le sue quotazioni. Lo stesso vale per la terza scelta, dove le gerarchie appaiono molto liquide: Padelli, Consigli, Viviano, Perin, l'emergente Sportiello, tutti buoni portieri in un contesto di media Serie A, con un'esperienza internazionale pari a zero o quasi. Senza dimenticare Bardi e Leali, giovani ai quali la puntuale etichetta di "nuovo Buffon" ha fatto finora più male che bene.

Eppure, c'è stato un tempo neanche tanto lontano in cui la scuola italiana dei portieri produceva interpreti di qualità indiscutibile, in una sovrabbondanza tale da lasciare fuori dai grandi tornei giocatori che sarebbero stati titolari in gran parte delle altre Nazionali: vent'anni fa, il giovane Buffon si affacciava a una serie A che vedeva spadroneggiare gente come Peruzzi, Pagliuca, Toldo, Marchegiani. La progressione - o meglio, la regressione - della qualità dei portieri italiani è ben rappresentata da questa tabella. Partendo dal 1995, la prima stagione da professionista di Gianluigi Buffon, abbiamo verificato di cinque anni in cinque anni la presenza di portieri italiani in Serie A. Il risultato è tremendo.

PORTIERI ITALIANI: STORIA DI UNA CRISI
STAGIONEPORTIERI ITALIANI TITOLARI IN SERIE APORTIERI ITALIANI TITOLARI IN A (prime 5)PORTIERI ITALIANI TITOLARI ALL'ESTERO
1995/9618 (su 18)50
2000/0115 (su 18)31
2005/0616 (su 20) 1 0
2010/1112 (su 20)20
2015/169 (su 20)-0

Considerando come titolare di una squadra il portiere che ha giocato il maggior numero di partite nella stagione in oggetto, appare evidente il graduale calo delle presenze dei portieri italiani nel massimo campionato. Si è passati da una totalità di portieri italiani nel 1995 a una clamorosa minoranza nelle prime due giornate del campionato appena iniziato. In generale, ad alto livello il problema era già evidente da una decina di anni, visto che nel 2005/06, considerando le prime 5 sul campo e non quelle della classifica finale post-Calciopoli, il solo Buffon era azzurrabile e circondato dai vari Julio Cesar, Doni, Dida e Frey.

Un altro dato allarmante, e ancora più sottovalutato, riguarda la presenza all'estero. Perchè se una volta i portieri italiani non erano incentivati a emigrare, visto l'alto livello della Serie A e l'assenza di una reale concorrenza di portieri stranieri, adesso dovrebbe essere il contrario. Invece non è così: fuori dai patri confini al momento non ci sono portieri titolari nei 4 grandi campionati, ma solo riserve con più o meno possibilità di migliorare la loro attuale posizione (Sirigu, Curci, Mannone, Bardi).

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Intendiamoci, c'è chi sta peggio (Inghilterra), ma questa non deve essere una scusante per il nostro movimento. Come vediamo dalla grafica, nella stagione 2015/16 la percentuale di portieri "locali" è inferiore a quella dei portieri stranieri (per minuti giocati) solo in Premier League e Serie A. In sostanza, Conte in questo momento può scegliere i tre portieri per l'Europeo tra appena 9 titolari (che potrebbero diventare 10 con il recupero del laziale Marchetti, senza dimenticare il rientro di Perin) nei massimi campionati europei. Insomma, un'eccellenza ridotta ai minimi termini. Lunga vita (calcistica e non) a Buffon, ma l'allarme rosso dovrebbe essere già partito da un pezzo.

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