La classifica dice tutto: -2, ultimo posto, nonostante i 10 punti in 9 gare conquistati dall'inizio della stagione. La storia racconta che gli anni sono 137: ma per la prima volta da quel 1884, il Derby County rischia seriamente di scomparire.
Il club è letteralmente sommerso dai debiti e in amministrazione controllata: nella passata stagione, i Rams si sono salvati per un soffio, concludendo al ventunesimo posto in Championship. Nulla a che vedere con i fasti dei tempi andati, che hanno visto trionfare il Derby County in Inghilterra negli anni Settanta.
Ad allenarli da gennaio c'è Wayne Rooney, arrivato ai Rams un anno prima come giocatore e che per un breve periodo ha sostituito Philip Cocu tra campo e panchina, dopo l'esonero dell'olandese: e no, non è stato il miglior inizio possibile per la sua seconda carriera, soprattutto se si pensa al suo folgorante ingresso nel calcio che conta, tra Everton e Manchester United.
Tempi andati, lontani ormai. Il presente per Rooney non è affatto semplice: negli ultimi giorni è arrivata l'ufficialità della penalizzazione di 12 punti che ha fatto sprofondare il club. Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe non essere finita qui: la penalizzazione totale potrebbe arrivare a un -21 complessivo (con una nuova sanzione di -9 per non aver rispettato il Fair Play Finanziario della Championship), compromettendo irrimediabilmente la stagione dei Rams.
Rooney, però, resta alla guida: il suo carattere, d'altronde, lascia pensare a uno che non mollerà facilmente, nonostante tutto, e che resterà fino alla fine accanto ai suoi giocatori.
La storia è destinata ad assumere contorni surreali: intervistato da "The Athletic", Wazza ha raccontato di una situazione da incubo vissuta da allenatore e, più in generale, da tesserato del club, perennemente ignorato da una proprietà, con a capo Mel Morris, che dallo scorso 9 agosto non risponde neanche alle telefonate dello stesso Rooney. L'ex Manchester United, quindi, ha pensato a una via alternativa per ricevere una risposta.
"Sì, ho provato a chiamarlo. Gli ho telefonato una volta dal telefono del medico sociale e lui ha risposto. Ovviamente poteva rispondere alle telefonate del medico ma non a quelle dell'allenatore".
Non una situazione semplice per Rooney, che prova a fare il massimo per gestire una situazione al limite.
"Sto cercando di fare del mio meglio per questo club, e molte persone vogliono risposte che non posso dare. È un peccato che sia così, ma è così che viene gestito. So come funziona la vita, le lotte che le persone affrontano con le bollette, il mutuo, dovendo mettere il cibo in tavola. L'ho vissuto in prima persona da bambino".
Adesso Wayne Rooney chiede semplicemente chiarezza a una proprietà che rischia di passare alla storia come quella del tracollo finanziario del Derby County.
"Bisogna essere aperti, onesti con le persone. Non importa importa se è una decisione difficile da prendere, quella che farebbe perdere lavoro alle persone, ma queste devono sapere che sei onesto e aperto con loro".
Il Derby County a un passo dal crack: Rooney si fa guida, in campo e fuori. La sfida è difficile, forse la più complessa che l'ex giocatore inglese abbia mai affrontato: il resto lo dirà la storia, a volte inesorabile.




