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Diego Demme Gonzalo Higuain Napoli JuventusGetty Images

Demme l'equilibratore: il Napoli ha di nuovo un 'play'

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Dalla cessione di Jorginho, al Napoli sono mancati filtro e tempi a centrocampo. Ancelotti pensò ad Hamsik - poi ceduto in Cina - salvo accantonare idea e cambiare modulo decidendo di giocare senza regista, infine l'avvicendamento in panchina che ha portato Gennaro Gattuso a tornare all'antico.

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Dal 4-4-2 del tecnico emiliano al 4-3-3 di Ringhio, che prevede un play a protezione della difesa: ebbene, il mercato di gennaio ha regalato un Diego Demme divenuto subito un perno del nuovo corso.

Dopo lo scampolo di partita col Perugia al debutto, contro Fiorentina e Lazio l'ex Lipsia aveva convinto per grinta e intelligenza tattica. Elogi tramutati in applausi scroscianti domenica sera contro la Juventus, con Demme tra i migliori in campo.

Piazzato da vertice basso nella mediana a 3 voluta da Gattuso, il tedesco ha catturato palloni e annullato Dybala dimostrando anche ordine nella distribuzione del gioco. Senza risparmiarsi mai.

Se il Napoli è tornato a mostrarsi compatto e corto merito va attribuito anche ad un centrocampo più coperto e meno 'arrembante' rispetto alla precedente gestione, pensato in estate da Ancelotti puntando su un solo mediano (Allan) e tre interni chiamati ad agire nel 4-4-2 (Fabian Ruiz, Zielinski ed Elmas, col giovane Gaetano - un fantasista reinventato regista - sullo sfondo).

Diego Demme Gonzalo Higuain Napoli JuventusGetty

Demme è l'emblema della rinascita azzurra, fatta di tanta grinta e una solidità che latitava da mesi. Senza dimenticare Lobotka, l'altro colpo invernale e 'alter ego' di Diego utilizzabile anche da mezzala.

Gente di corsa ma con lucidità e disciplina, le scelte del Napoli a gennaio nella zona nevralgica hanno restituito filtro e geometrie al reparto agevolando una difesa maggiormente protetta. Le crisi si superano anche così.

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