Non ci saranno Buffon, Bale, Dzeko, non qualificati. Non ci saranno gli infortunati Payet e Dani Alves. Non ci saranno neanche Lacazette, Alex Sandro, Suso e sopratutto Radja Nainggolan, esclusi dai propri commissari tecnici. Nel caso del belga, decisamente in maniera clamorosa.
Il Belgio ha scelto Fellaini e Witsel per giocare il Mondiale russo, lasciando a casa Nainggolan: shock sui social, considerando la forza dimostrata dal belga nelle ultime stagioni tra Serie A e Champions League. Martinez è stato fedele al suo pensiero, considerando come l'ex Cagliari abbia giocato solamente due gare di qualificazione, di cui una per cinque minuti.
Deluso, Nainggolan ha dato addio alla Nazionale belga attraverso Instagram. Con tanto di polemica neanche troppo velata: "Oggi a malincuore termina la mia carriera internazionale. Ho sempre fatto di tutto per poter rappresentare la mia nazione. Essere se stessi a volte può dare fastidio, da oggi sarò il primo tifoso".
Da canto suo il ct Martinez si è difeso riguardo l'esclusione di Nainggolan, adottandola come problema di formazione: "Sappiamo che Radja è un top player, ma la ragione è tattica. Sappiamo che nella Roma ha un ruolo importante e noi qui non glielo possiamo dare. Negli ultimi due anni la squadra ha giocato con un determinato modulo e c'erano giocatori nel suo ruolo. Il mio compito è creare una Nazionale che sia vincente".
Classe 1988, Nainggolan ha preso parte all'Europeo 2016, giocando in maniera continua e da imprescindibile durante le qualificazioni: dopo il torneo vinto dal Portogallo il ruolo del centrocampista si è ridotto all'osso, con appena sei gare giocate in un biennio e solamente due per tutti i novanta minuti.
Insomma, a conti fatti sì uno shock, ma comunque preventivato dalle decisioni di Martinez dal 2016 ad oggi: per molti una conseguenza del carattere di Nainggolan, che nel corso degli anni è spesso entrato nel vortice delle polemiche. Ufficialmente causa tattica, comunque oramai realtà.
