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De Sciglio Juventus Serie AGetty

De Sciglio e lo scontro coi tifosi dopo Milan-Empoli: "Non ci ho più visto"

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Mattia De Sciglio ha da poco rinnovato il proprio contratto con la Juventus, club nel quale gioca dal 2017, legandosi al club bianconero sino al termine della stagione 2024/2025.

Prima dell'avventura a tinte zebrate, però, il difensore classe 1992 ha vestito la maglia del Milan. Casacca con la quale ha percorso la trafila del settore giovanile del Diavolo prima dell'approdo tra i 'grandi'.

A suggellare la fine della sua esperienza in quel di Milano, però, c'è un episodio in particolare, risalente alla gara casalinga contro l'Empoli del 23 aprile 2017. Il punto di rottura. Come raccontato dallo stesso calciatore a 'Cronache di spogliatoio'

"Alzo la testa e vedo che sulla lavagnetta luminosa c’è il mio numero. "De Sciglio, esce De Sciglio", sento gridare. Non ho tempo per realizzare, in quel preciso istante 70mila persone iniziano a fischiare. Fortissimo. Non capisco: 'Perché cazzo mi sta cambiando?', non riesco a chiedermi altro.
Al 70’, mister Montella decide di cambiarmi. E' stato l’inizio della fine. La situazione era già compromessa, ma in quell'istante l’acqua ha traboccato dal vaso ed è diventata benzina sul fuoco. I fischi sono talmente forti che non riesco a pensare. Ero incazzato".

L'amarezza è tanta, ma la situazione è destinata a degenerare nel rovente post partita, con il laterale italiano che arriva persino allo scontro fisico con una frangia di tifosi:

"Raggiungo i miei genitori nel garage dello stadio, dove mi stanno aspettando per tornare a casa. Salgo in macchina e imbocchiamo il tunnel d’uscita. C’è un po’ di coda, mio padre frena e si mette in fila. Un tifoso grida: "Qui dentro c’è De Sciglio!". Inizia a insultarmi, si crea un capannello di persone.
"Vattene alla Juventus". Mio padre scende dalla macchina e prova a calmarli. Niente, iniziano a spintonare. A quel punto non ci ho visto più. Buio, tutto nero. Sono sceso e ho fatto l’errore di reagire. Non sono riuscito a tenermi dentro tutte le emozioni negative che vivevo. Ho sbagliato, ma avevo visto i miei genitori tirati in mezzo a questa storia. Terribile".

In rossonero ha vissuto anni meravigliosi, ma quando una fitta sequela di infortuni hanno rallentato il suo percorso, le critiche ricevute lo hanno minato soprattutto dal punto di vista morale:

"Mi mancava la felicità. Faticavo a sorridere. Sono un ragazzo solare, ma mi ero trasformato nella mia nemesi. Ho sfiorato la depressione, uno stato in cui nessuno si accorge di entrare"
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