Il calcio per George Weah non è mai stato qualcosa di assoluto, ma un qualcosa di importante cui dedicarsi lungo il cammino verso cose ancora più grandi. Cresciuto in Liberia, in una palude bonificata di Bushrod Island, in un periodo di grave instabilità politica, Weah è stato anche testimone oculare di omicidi durante i decenni di guerra che hanno devastato il Paese.
Il suo talento era cristallino sin da piccolo e a dieci anni è stato tesserato nella squadra di Clara Town denominata Young Survivors. Ha segnato caterve di goal, sia in Liberia che, successivamente, in Camerun, ma il suo vero obiettivo è sempre stato quello di lasciare l'Africa.
L'opportunità è arrivata nel 1988, quando il tecnico del Monaco Arsene Wenger lo portò in Ligue 1. "Un mio amico stava lavorando in Africa e gli chiesi se avesse notato qualche attaccante di valore", ha raccontato Wenger sul sito web dell'Arsenal.

"Lui raccomandò George e io mandai qualcuno laggiù a visionarlo. Lo portammo al Monaco per 50.000 sterline e impiegò un po' di tempo per adattarsi, ma era ambizioso, di talento, grande lavoratore e con lui lavorai tanto".
Era l'occasione che Weah stava aspettando, una per la quale è eternamente grato.
"Ogni volta che andavo in campo, stavo giocando per Wenger - ha detto Weah a FIFA TV - Volevo che sappesse che quello era il modo con cui lo ripagavo per ciò che aveva fatto. Mi sarei rotto il ginocchio, la mano, la faccia per lui, solo per vincere la partita. E lui si prendeva cura di me come un figlio".
Sarebbe stato questo l'inizio di un'avventura europea che avrebbe portato ad un successo senza precedenti, culminando con titoli importanti in Francia, Italia e Spagna. Weah sarebbe poi anche diventato il primo, e unico, africano ad essere nominato FIFA World Player of the Year - premio che avrebbe poi regalato a Wenger, l'uomo che rese possibile tutto ciò.
Ci è voluto un po' di tempo per adattarsi al nuovo campionato, al nuovo continente e alla sua una nuova vita, ma nella sua prima stagione europea Weah ha messo a segno ben 17 goal, venendo subito nominato Giocatore Africano dell'Anno.

Ancora meglio è andata nel 1991 quando, con al suo fianco campioni del calibro di Franck Sazuzèe, Emmanuel Petit. Ramon Diaz, Claude Quel e Rui Barros, Weah ha trascinato la squadra alla conquista della Coppa di Francia.
Nell’ultimo dei suoi quattro anni al Monaco, ha segnato 23 goal per poi compiere il passo successivo nella sua carriera, spostandosi nella capitale transalpina, trasferendosi al PSG. Qui ha continuato a segnare e a collezionare titoli: ha vinto due Coppe di Francia ed anche una volta la Ligue 1.
Al tempo, un giovane Thierry Henry, guardava con soggezione il campione liberiano: “Non ho mai visto tanto ritmo e tanta potenza in un giocatore”, ha ammesso.
Il massimo campionato francese non potè più trattenerlo, così, dopo tre anni ricchi di successo al PSG, Weah ha deciso di trasferirsi in Italia, firmando nel 1995 per il Milan. Dopo aver segnato 84 partite in 214 partite di Ligue 1, Weah è diventato una leggenda della Serie A e, a meno di un anno dall’inizio della sua avventura italiana, è stato nominato calciatore africano del secolo. Le sue prestazioni però, lasciavano presagire che il meglio doveva ancora venire.

Con il suo Paese che si stava ancora riprendendo dalla guerra, Weah è diventato leader dentro e fuori dal campo della Nazionale liberiana, spendendo milioni di dollari di tasca sua per migliorare la logistica per la propria squadra che, nel 2002, ha anche sfiorato la prima qualificazione alla Coppa del Mondo.
Conclusa la sua carriera da calciatore, Weah è tornato a scuola, ha preso una laurea in Business Administration e consegue un master in Pubblica Amministrazione. Nel 2005 si è candidato per le elezioni presidenziali, è approdato al secondo turno, dove ha conseguito il 40% dei voti, ma è stato battuto da Ellen Johnson Sirleaf.
L’uomo, che una volta Nelson Mandela chiamò “L’orgoglio dell’Africa”, è stato nominato UNICEF Goodwill Ambassador nel 1997, ha combattuto strenuamente contro la diffusione dell’AIDS ed ha prestato la sua opera per la riabilitazione dei bambini soldato.

Nel 2014 è stato nominato membro del senato liberiano e quest’anno ha confermato che nel 2017 si candiderà nuovamente per le presidenziali.
Cresciuto nella Ligue 1, Weah ha conquistato il mondo del calcio. Il suo successo in ambito sportivo però, è stato solo un trampolino di lancio verso un qualcosa di molto più importante, un qualcosa che ha come obiettivo rendere il mondo un posto migliore per tutti.

