Genoa-Sampdoria, 8 maggio 2011; Genoa-Sampdoria, 4 novembre 2017. In mezzo oltre 6 anni, ma in queste due date è racchiuso molto del derby della Lanterna. Momenti storici, per motivi diametralmente opposti, che alla vigilia dell'ennesimo incrocio in programma sabato sera vale la pena approfondire.
Si parte dal primo, al quale è impossibile non associare un nome e cognome: Mauro Boselli, oggi 32enne e in Messico tra le fila del Leon. Il Grifone lo acquista dal Wigan nel gennaio di quell'anno in prestito con diritto di riscatto, mai a pensare che una notte di primavera sarebbe diventato l'eroe del popolo rossoblù.
Minuto 97, punteggio di 1-1 (reti di Floro Flores e Pozzi), la Samp cerca disperatamente la vittoria per allontanare lo spettro della retrocessione e si scopre: Milanetto verticalizza per Boselli, l'argentino riesce a girarsi sul sinistro ed infilare la palla all'angolino.

La Marassi genoana esplode, l'argentino si ritrova in pochi secondi da pedina qualunque a condottiero e spinge i 'cugini' verso la B. B come Boselli appunto, un momento che nel film del derby non potrà mai risultare banale.
Soprattutto perchè al termine di quella stagione i blucerchiati retrocederanno, complice un clamoroso 'harakiri' del quale il goal a tempo scaduto del 'Tanque' è sembrato voler essere quasi l'emblema. Boselli non verrà mai riscattato (7 presenze e 2 goal il bottino 'italiano') e tornerà in Inghilterra, la Sampdoria vedrà l'incubo materializzarsi, il Genoa concluderà decimo.

Un picco altissimo di 'estasi' per il Grifone e i sui tifosi, a cui 78 mesi dopo fa da contraltare una stretta attualità completamente ribaltata: Samp in piena zona Europa, rossoblù terzultimi e a -2 dalla salvezza.
Umori agli antipodi e situazioni ambientali, seppur si conviva nella stessa realtà, differenti: da un lato la 'banda' Giampaolo macina punti e bel gioco sognando di restare in alto, dall'altro Juric all'ultima spiaggia nell'appuntamento più sentito e delicato dell'anno. Si scrive Genoa-Samp, si legge adrenalina.




