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sergio oliveiraGetty Images

Da uomo in più a seconda scelta: i primi due mesi alla Roma di Sergio Oliveira

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Nel calcio le cose sono in grado di cambiare velocemente, anche all'interno di una singola partita. Non sorprende dunque che un giocatore arrivato nel mercato di gennaio per portare qualità finisca in panchina malgrado l'impatto immediatamente positivo con una nuova realtà.

Grosso modo è quello che è successo a Sergio Oliveira, centrocampista portoghese arrivato alla Roma nel corso della sessione di trasferimenti invernale.

Fortemente voluto da José Mourinho, che sin dall'inizio della sua avventura alla Roma ha sottolineato la sua necessità di avere rinforzi a centrocampo, il portoghese sembrava essersi calato perfettamente tra le fila dei giallorossi.

L'esordio con la nuova maglia non poteva essere dei migliori: rigore procurato e trasformato contro il Cagliari, decisivo ai fini della vittoria arrivata per 1-0 sui sardi all'Olimpico lo scorso 16 gennaio.

Ma più che il goal a suggello di una prestazione di qualità, a colpire dell'ex Porto era stato il suo contributo in termini di personalità. Un nervo scoperto della Roma di questa stagione, malgrado la presenza carismatica di un allenatore come Mourinho in panchina.

Le buone sensazioni Oliveira le ha confermate anche nelle due partite successive, in Coppa Italia contro il Lecce e soprattutto nella trasferta vittoriosa in casa contro l'Empoli.

Anche al Castellani, come contro il Cagliari, il portoghese ha impreziosito la sua prestazione con una rete e aiutato la Roma a gestire palloni che scottavano in un momento generale di smarrimento vissuto dai giallorossi in determinati punti dell'incontro.

Da lì in poi però, il rendimento di Oliveira ha subito un graduale peggioramento, con il picco più basso raggiunto nel primo tempo della gara contro il Verona pareggiata in extremis dalla Roma grazie ai goal dei due ragazzini Volpato e Bove.

"Abbiamo bisogno di più Sergio Oliveira, giocatori di esperienza che sa quello che deve fare in determinati momenti della partita".

Parole di Mourinho alla fine della prima partita giocata in giallorosso dal suo connazionale. Eppure da titolare inamovibile Sergio Oliveira ha rapidamente perso posizioni nelle gerarchie dello Special One.

Sostituito con discreto anticipo contro Genoa, Sassuolo e Verona, non è stato convocato per problemi fisici contro lo Spezia e ha trovato spazio per appena 6 minuti (più recupero) nel successo interno contro l'Atalanta.

Da capire se questa involuzione che lo vede protagonista sia legata a problematiche fisiche o più in generale a un momento di scarsa lucidità del centrocampista, al quale va comunque data l'attenuante di essersi calato in un contesto che sotto il piano del gioco e del rendimento è stato quantomeno intermittente.

La stessa cosa è accaduta all'altro acquisto invernale della Roma, Ainsley Maitland-Niles. Esordio convincente con la Juventus e posto da titolare sulla fascia strappato a Matias Vina. Poi il calo di prestazioni e il doppio sorpasso: non solo dall'uruguaiano ma anche dalla sorpresa Nicola Zalewski.

Il tempo per raddrizzare l'andamento ce n'è ancora. Ma da qui a fine stagione i due calciatori dovranno dimostrare di essere due tasselli in più e non soltanto due rincalzi nel ventaglio tecnico e tattico di Mourinho.

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