Per uno abituato a sobbarcarsi l'intero peso dell'attacco, ciò che sta maturando in questa stagione rappresenta indubbiamente una grossa novità dal punto di visto tattico.
Ogni riferimento converge ovviamente verso la figura di Dusan Vlahovic, attaccante della Juventus. Il centravanti serbo, arrivato lo scorso gennaio alla corte di Massimiliano Allegri, sta vivendo un periodo di forma non troppo esaltante, ma indubbiamente segnato da una svolta tattica che lo sta gradualmente riproponendo come protagonista.
Procediamo con ordine. Alla Fiorentina e nei primi mesi in bianconero, Vlahovic ha praticamente sempre agito come riferimento centrale al centro di un tridente completato da due esterni d'attacco puri. Morale della favola, la sua esperienza italiana è stata quasi sempre scandita dai dettami del 4-3-3.
Un modulo amico, insomma, concepito per esaltarne le caratteristiche. Una certezza venuta però meno in questo inizio di stagione, dove il centravanti sta prendendo confidenza con un nuovo sistema di gioco e, soprattutto, con compagni che proprio come lui condividono di fatto il ruolo di prima punta.
Uno lo conosce già ed è Aleksandr Mitrovic, suo compagno di scorribande in Nazionale, l'altro, che sta imparando a conoscere, è Arkadiusz Milik approdato in estate in quel di Torino dal Marsiglia.
Le ataviche difficoltà della Juventus in termini di sviluppo del gioco e le tante defezioni che hanno contraddistinto questa prima parte di annata, hanno spinto Allegri a rispolverare il caro e vecchio 3-5-2 dove, appunto, Vlahovic e Milik giocano uno al fianco dell'altro.
Una situazione con cui il centravanti di Belgrado sta prendendo dimestichezza anche con la maglia della Serbia, dove il 3-4-1-2 disegnato dal ct Dragan Stojković sta dando i suoi frutti e permette a Vlahovic di condividere l'area di rigore con il centravanti del Fulham.
Il responso del campo è sicuramente confortante, quantomeno per quanto ammirato in Nations League: nelle ultime due uscite, la Serbia ha vinto 4-1 contro la Svezia grazie alla tripletta di Mitrovic e all'assist di Vlahovic. Mentre contro la Norvegia di Haaland è stato proprio il 9 della Juve a sbloccare la partita terminata poi 0-2.
Segnali incoraggianti all'orizzonte che ora necessitano di conferme anche alla Juventus dove Vlahovic e Milik sono andati in goal nella stessa partita soltanto contro lo Spezia, ma in quel caso il polacco era subentrato proprio al serbo. Urge dunque un cambio di marcia. Possibilmente uno al fianco dell'altro, per dare una sterzata alla travagliata stagione zebrata.
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