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Patrick Cutrone FiorentinaGetty

Cutrone sul mercato: cosa può dare ancora dopo due esperienze complicate

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Quando nell’estate del 2019 il Milan ha deciso di cedere Patrick Cutrone, sono stati in molti coloro che si sono chiesti se quella fatta dal club rossonero fosse la scelta giusta. I meneghini infatti, stavano rinunciando ad un ragazzo che era cresciuto nel settore giovanile, che conosceva ogni angolo di Milanello alla perfezione e che soprattutto aveva dimostrato di essere già più che pronto per la Serie A.

La sua prima vera stagione da professionista, agli ordini prima di Montella e poi di Gattuso, l’aveva visto andare in doppia cifra in campionato (10 goal in 28 partite) e recitare un ruolo da protagonista assoluto anche in Europa League (6 le reti in 13 presenze). Cutrone, al debutto tra i ‘grandi’ si era quindi messo in mostra con 18 marcature in 46 gare complessive, guadagnandosi la palma di giocatore più prolifico della stagione, nonostante inizialmente nelle gerarchie venisse alle spalle di André Silva e Nikola Kalinic.

Nella stagione successiva, quando aveva già esordito in Nazionale maggiore ed era ormai considerato uno dei migliori talenti italiani in circolazione, non è riuscito a confermarsi poiché chiuso prima da Higuain e poi da Piatek, ma l’idea di una possibile cessione sembrava quanto meno azzardata.

E’ invece il 30 luglio 2019 quando il Wolverhampton, dopo un esborso da circa 18 milioni più bonus, annuncia il suo acquisto e gli affida la maglia numero 10. In Cutrone in molti vedono un attaccante dalle caratteristiche perfette per la Premier League, ma l’esperienza inglese si rivelerà dura.

Il tecnico Nuno Espirito Santo lo vede infatti come una semplice alternativa a Diogo Jota e a Raul Jimenez e la cosa si traduce inevitabilmente in pochissimo spazio. Dall’11 agosto, data del suo debutto in Premier, a dicembre, le presenze per lui (in realtà si tratterà più che altro di scampoli di partita) saranno 12 con 2 reti segnate in appena 291’ complessivi. Troppo poco per un ragazzo che in campo ha sempre dimostrato voglia di spaccare il mondo.

Nel corso della sessione invernale di mercato, il suo trasferimento è quindi praticamente inevitabile e a credere in lui è soprattutto la Fiorentina. Il club gigliato è alle prese con gravi problemi di classifica e con un attacco che fatica a segnare. Vlahovic appare fin da subito troppo acerbo, Boateng invece sembrerà per molte partite l’ombra del giocatore che solo un anno prima aveva fatto così bene al Sassuolo da meritarsi una chiamata del Barcellona, mentre Pedro si prepara a guadagnarsi un posto nel libro dei grandi misteri viola. Arrivato in pompa maglia e a fronte di un esborso da ben 12 milioni di euro, con la maglia della Fiorentina giocherà la miseria di 59’ prima di tornare in Brasile.

Nel corso della sessione invernale di calciomercato, la strategia del club toscano è quindi delineata: via Boateng e Pedro e dentro Cutrone che arriva con la formula di un prestito biennale più un obbligo di riscatto che scatta alla ventiseiesima presenza da titolare. E’ questo un fattore importante, che forse condizionerà l’avventura dell’attaccante in riva all’Arno.

Cutrone viene accolto con discreto entusiasmo e quando all’esordio assoluto in viola segna contro l’Atalanta una delle due reti che varranno il passaggio del turno in Coppa Italia, la sensazione di molti è quella che la Fiorentina, dopo una lunga attesa, abbia finalmente trovato la punta giusta.

Iachini gli assicura quindi fin da subito un discreto spazio, ma Cutrone viene quasi inghiottito dai problemi di una squadra che fatica a produrre occasioni da rete. Per il primo goal in campionato bisognerà attendere il primo luglio (sconfitta interna contro il Sassuolo) e sebbene la stagione si chiuderà in crescendo con altre tre reti (contro Verona, Lecce e Torino in tre turni consecutivi) tutte fondamentali per la salvezza viola, gli acuti saranno meno di quanti se ne potessero immaginare a gennaio.

Se la prima annata si è chiusa tra alti e bassi, la seconda è stata sin qui da dimenticare. Prima Beppe Iachini e poi Cesare Prandelli (a partire da novembre) non gli hanno concesso spazio. La Fiorentina, nel corso dell’estate ha scelto di scommettere su tre punte giovanissime che, in virtù delle diverse caratteristiche tecniche, si sarebbero dovute alternare a seconda delle esigenze dell’allenatore. Cutrone è parso fin da subito partire alle spalle sia di Vlahovic che di Kouamé e, sebbene i due colleghi di reparto non abbiano brillato particolarmente, a lui è stata concessa una sola chance da titolare: in Coppa Italia contro il Padova.

In molti, nel corso degli ultimi mesi, hanno avuto la sensazione che a frenare Cutrone sia stato l’obbligo di riscatto che sarebbe scattato dopo 26 presenze da titolare e la cosa non è evidentemente sfuggita al suo entourage, visto che il suo agente, Giovanni Branchini, a inizio dicembre ha spiegato al ‘Corriere dello Sport’ come le formula del trasferimento fosse stata rivista.

“Ho voluto togliere l’obbligo del riscatto. C’è soltanto un diritto di acquisto: l’ho comunicato oggi al club viola. È strano che in un reparto dove si fatica tanto a segnare, non possa esserci spazio. Dispiace che Patrick non abbia avuto le stesse opportunità degli altri”.

In realtà per Cutrone poco è cambiato nelle ultime settimane e i numeri della sua stagione parlano di 185’ in campionato suddivisi in undici gettoni. Il tutto accompagnato da nessun goal.

Cesare Prandelli recentemente ha parlato dello scarso utilizzo dell’attaccante.

“E’ un ragazzo molto generoso in allenamento e la mia è una scelta esclusivamente tecnica. Ho preferito puntare su giocatori con altre caratteristiche. Lui deve avere pazienza e aspettare la sua occasione, poi se non è contento di restare per me può anche andare via”.

Parole decise, quelle del tecnico gigliato che sostanzialmente hanno aperto ad un addio anticipato rispetto ai programmi iniziali. Cutrone è di fatto da considerarsi sul mercato e la sensazione è quella che un suo addio possa essere imminente.

patrick cutrone Fiorentina 2020-2021Getty Images

COSA PUO’ DARE ANCORA CUTRONE?

Patrick Cutrone potrebbe essere uno dei grandi protagonisti della sessione invernale di calciomercato. La Fiorentina è infatti alla ricerca di un elemento di maggior esperienza e, qualora dovesse riuscire ad individuarlo e a prenderlo, per l’ex milanista gli spazi diminuirebbero ulteriormente.

Mesi di panchina per colui che resta un patrimonio del calcio italiano non rappresenterebbero la soluzione giusta per nessuno e comunque, sebbene la sua prima parte di stagione sia stata da dimenticare, per lui gli estimatori di certo non mancheranno.

Giudicare quella che è stata la seconda parte di 2020 di Cutrone è di fatto quasi impossibile. Lo spazio a disposizione è stato troppo poco e spesso è stato gettato nella mischia quando la situazione in campo si era fatta complicata. A ciò va aggiunto che la Fiorentina negli ultimi mesi ha fatto una fatica enorme anche a solo creare trame di gioco offensive e la cosa non ha certamente aiutato né lui né i suoi compagni di reparto.

A suo discapito va probabilmente il fatto di non essersi riuscito a ritagliare uno spazio all’interno di un attacco non propriamente irresistibile, ma probabilmente i suoi allenatori cercavano altre caratteristiche.

Quando è entrato in campo, Cutrone non ha fatto mai mancare il suo impegno (a volte ha dato l’impressione di correre così tanto per la squadra da perdere poi lucidità negli ultimi metri) e comunque dal punto di vista fisico è totalmente integro.

Chi lo accoglierà dovrà probabilmente ripartire dagli ultimi mesi della scorsa stagione (e da quanto di buono fatto vedere con la maglia dell’Under 21), mentre starà a lui mettersi alle spalle la seconda esperienza complicata consecutiva e ripartire con quella voglia che l’aveva portato ad imporsi ai tempi del Milan.

Le qualità di certo non gli mancano, andrà solo trovato quel giusto contesto nel quale possa trovare la possibilità di esprimersi con continuità.

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