
L'aria è sempre più pesante dalle parti di Milanello. La nuova sconfitta contro l'Atalanta, la seconda consecutiva della gestione Gattuso, ha fatto scivolare il Milan nella parte destra della classifica in 11ª posizione. A far discutere, al di là del risultato, è la prestazione molto deludente della squadra, parsa per larghi tratti in balia dell'avversario.
Sul banco degli imputati è finito anche il tecnico rossonero, che dopo il fischio finale ha avuto un lungo confronto con la proprietà e si è presentato ai microfoni di 'Sky Sport' con il volto visibilmente contrariato. "Oggi all'inizio abbiamo fatto bene, ma non basta. - ha premesso - Gli episodi e gli errori ci hanno condannato. Possiamo e dobbiamo fare di più,dobbiamo diventare squadra. Tantissimi ragazzi sentono un peso enorme addosso e non si aspettavano queste difficoltà. In questo momento non siamo squadra, si vede che alle prime difficoltà non riusciamo a reagire".
"Non dobbiamo piangerci addosso e dobbiamo restare uniti. - ha aggiunto - Il problema più grande è che tanti dei giocatori non si aspettavano queste difficoltà".
"Quando una squadra non funziona - ha sottolineato l'ex centrocampista - difficilmente i giocatori a livello singolo vengono fuori. È tutta la squadra e tutta l'ossatura che non rendono al massimo. Anche l'ossatura della squadra ha difficoltà".
La testa va quindi al prossimo derby di Coppa Italia, in programma il 27 dicembre: "Bisogna preparare e giocare la partita, è una gara importante e dobbiamo vincerla. - ha tuonato Gattuso - Ci dà la possibilità di andare alle semifinali di Coppa Italia".
Intervenuto quindi ai microfoni di 'Mediaset Premium' e in conferenza stampa, il tecnico rossonero ha allontanato per ora l'ipotesi dimissioni: "In questo momento i vaffa****o me li merito più io dei miei giocatori. Sono il capitano di questa barca, ma non le darò mai, sono a disposizione di quello che sceglie la società. Se pensassi che il problema sono io, se vedessi che i giocatori non mi seguono… Non devo toccare con mano due cose: che i giocatori non mi ascoltino e che la società non abbia rispetto nei miei confronti. Ci manca fame, malizia e cattiveria".
Getty Images"Io oggi sono l’allenatore del Milan, ma sono l’ultimo dei problemi: oggi il problema non è solo la condizione, ma c’è anche la componente mentale. - ha aggiunto - Ho così tanto affetto e rispetto per questa società che non voglio essere un peso. Figuriamoci se posso mettermi a fare casino io".
Dopo la partita c'è stato tuttavia un lungo confronto con la dirigenza: "Ci siamo detti che i risultati che stanno arrivando sicuramente non sono positivi. - ha spiegato - Gli ho detto come la vedo io. Il problema principale di questa squadra lo sanno, non c'era bisogno di dirglielo stasera. Parlo con loro 3-4 volte a settimane. È una situazione complicata, c’è la contestazione dei tifosi: non si può pensare di continuare la stagione in questo modo. Ma non vedo gente che non si impegna: vedo gente che fa una fatica pazzesca, ma è evidente che siamo una squadra fragile".
Critiche anche per la prestazione di Donnarumma, che ha grosse responsabilità sul 1° goal: "Quando si prende goal è colpa di tutti", ha chiosato Gattuso. Che chiede poi di mettere da parte al momento il passato glorioso: "Bisogna smetterla di fare paragoni con il passato, - ha affermato - non ci stanno, c’erano giocatori diversi, una società diversa. Ora dobbiamo pensare al presente, un presente pieno di difficoltà dalle quali dobbiamo cercare di uscire tutti assieme".
Quanto al ritiro, che non ha dato i risultati sperati, può considerarsi concluso: "Finisce oggi. - ha annunciato Gattuo - Domani mattina ci alleniamo e anche il 25 mattina, poi il 26 inizia il ritiro pre derby. In campo diamo l'impressione di essere una banda, ci mancano solo gli strumenti musicali".




