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Stadio Massimino CataniaGetty Images

Situazione drammatica al Catania: stipendi non pagati, i giocatori mettono in mora la società

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Situazione sempre più delicata, e drammatica, in casa Catania: nella giornata di oggi la squadra allenata da Francesco Baldini ha deciso di mettere formalmente in mora la società.

Una decisione dura, forte, diretta che arriva al termine di una delle settimane più difficili della storia recente del club etneo. Nello scorso weekend era stato lo stesso Baldini, in conferenza stampa al termine della gara contro la Virtus Francavilla, a tuonare contro la SIGI, proprietaria del Catania, a un giorno dalla scadenza del pagamento degli stipendi, fissata per lunedì 18 ottobre.

"In questo momento l'area sportiva sta remando forte in una direzione, la società sta remando al contrario. E' ora che ci dicano come stanno le cose, è ora che mantengano i loro impegni".

L'allenatore rossazzurro ha chiesto compattezza alla società, dopo l'uscita di scena di uno dei soci che ha letteralmente scosso l'ambiente a pochi giorni dal rispetto della scadenza per i pagamenti che, come ha spiegato lo stesso Baldini, i giocatori non hanno ricevuto neanche nei mesi precedenti.

"La squadra, questi ragazzi, hanno iniziato il 18 luglio, non si sono mai fermati: siamo al 18 di ottobre e non hanno mai preso uno stipendio".

Risultato? Il giorno dopo la SIGI, sempre per diverse discrepanze tra i soci, non è riuscita a raccogliere i fondi necessari per il pagamento degli stipendi, pagando, di fatto solamente una delle due mensilità previste: quella di luglio.

I giocatori, a cui si sono stretti forte i tifosi, in una scena culminata con l'abbraccio ideale nel post Catania-Avellino, mercoledì scorso al Massimino, hanno deciso di ricorrere alla messa in mora formale, tramite l'AIC.

"Pur avendo confidato nelle rassicurazioni rese pubblicamente e in privato, a oggi la Società ha corrisposto esclusivamente le mensilità di luglio 2021. Ciò sta comportando grandi difficoltà economiche, non consentendo a molti tesserati di far fronte alle ordinarie spese familiari, con seri danni personali. Tralasciando tale aspetto, si deve, in ogni caso, sottolineare che l’attuale situazione sta rischiando di compromettere gravemente l’intera stagione sportiva, a causa dell’applicazione di pesanti penalizzazioni che verranno inflitte a seguito di tali inadempimenti", recita la nota.

"La situazione è purtroppo aggravata dal fatto che, alla data odierna, non solo non sono state rispettate le scadenze relative ai pagamenti della stagione sportiva in corso, ma restano ancora impagate retribuzioni relative al campionato 2020/2021. A questo punto, stante l’insostenibilità del contesto, la squadra ha deciso di mettere formalmente in mora la Società al pagamento delle retribuzioni dovute, con l’assistenza dell’Assocalciatori e nelle forme previste dall’art. 17 dell’Accordo Collettivo AIC – Lega Pro – FIGC. È una scelta che ci rammarica fortemente e che avremmo preferito evitare, ma si tratta di un atto necessario, non solo in quanto finalizzato alla salvaguardia dei nostri diritti, ma anche per garantire al Catania una prosecuzione ordinaria della stagione sportiva anche a tutela del titolo sportivo del Club", prosegue.

Nella stessa sera del mancato pagamento degli stipendi, il maggiore azionista, Gaetano Nicolosi, ai microfoni dell'emittente locale "Telecolor" ha analizzato la situazione parlando in maniera chiara del futuro del club, appeso a un filo.

"Da parte mia c’è solo una strada: cercare di portare la squadra a fine campionato. Poi c’è un grande punto di domanda per l’iscrizione: già metto le mani avanti perché la vedo molto difficile".

Un momento drammatico, insomma, in casa Catania: la sopravvivenza del club è in equilibrio precario.

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