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Philippe Coutinho Aston Villa 2021-22Getty Images

Coutinho e l'ennesima rinascita: faro dell'Aston Villa, il Barcellona è il passato

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La rinuncia è un atto potenzialmente doloroso, che si tratti di una persona o di un semplice oggetto dal valore affettivo importante: a volte, però, rinunciare a qualcosa può risultare benefico, nel caso di Philippe Coutinho addirittura decisamente rigenerante. Addio al mondo patinato del Barcellona per legarsi al contesto decisamente meno pressante dell'Aston Villa, dove la vittoria del campionato e della Champions League non sono obiettivi tangibili e determinanti per la valutazione complessiva di una stagione.

Artefice del suo trasferimento a Birmingham è stato Steven Gerrard, uno che di giocatori di qualità se ne intende: quella che appariva come una trattativa impossibile, a cui avremmo potuto assistere soltanto all'interno di un videogioco, si è invece rivelata reale, al punto da scatenare i commenti di stupore di chi non avrebbe mai immaginato che uno dei calciatori più pagati nella storia del calcio si sarebbe accasato in un club in lotta per non retrocedere in Championship.

Un passo indietro, forse anche di più, per ritrovare le giocate che lo avevano reso un idolo agli occhi dei tifosi del Liverpool qualche anno prima, catturando le attenzioni del Barcellona che per lui, nel 2018, spese qualcosa come 120 milioni di euro più 40 di bonus. Una delle tante operazioni che hanno affossato le casse blaugrana, probabilmente l'inizio del declino per Coutinho nonostante la parentesi vincente (sempre in prestito) al Bayern Monaco, con cui nella stagione 2019/2020 aveva portato a casa il Triplete.

Coutinho Bayern Champions 2020Getty

Quello, però, era stato un successo effimero, condizionato da un infortunio alla caviglia che gli aveva fatto perdere la titolarità proprio nel momento clou, caratterizzato da un lampo contro - guarda caso - il Barcellona: una doppietta e un assist nel clamoroso 2-8 del 14 agosto 2020, il giorno in cui Lionel Messi capì che la sua permanenza in Catalogna poteva considerarsi ai titoli di coda.

In realtà la Pulce sarebbe poi rimasto un anno in più fino alla naturale scadenza del contratto, condividendo con Coutinho solamente la prima parte della stagione 2020/2021, letteralmente maledetta per il brasiliano: nessuna presenza nella seconda parte, complice una lacerazione del menisco laterale comparsa in scena come una ghigliottina sulla testa di Luigi XVI. Insomma, una variabile impazzita e imprevedibile, l'anticamera dell'addio andato in scena lo scorso gennaio.

Coutinho Aston Villa 2022Getty

La formula - sottolineatura inutile ma doverosa - è quella del prestito, e non potrebbe essere altrimenti nel caso dell'Aston Villa, che qualche mese prima ha 'perso' la sua stella Jack Grealish per la cifra monstre di 117 milioni di euro. A differenza di altri esempi, i 'Villans' sono attenti alla sostenibilità economica delle operazioni in entrata, ragion per cui l'epilogo di questa storia è pari ad un autentico capolavoro in termini sia economici che strategici. Coutinho dimostra fin da subito di trovarsi a suo agio come esterno sinistro d'attacco nel 4-3-3 e, soprattutto, da trequartista nel 4-3-1-2 operato da Gerrard con maggiore frequenza.

Il brasiliano si concede finalmente alla sua versione Joga Bonito, dispensando giocate d'alta scuola con la naturalezza che lo aveva contraddistinto nei momenti magici della sua carriera: subito in goal all'esordio nel 2-2 contro il Manchester United e l'impressione, ben evidente, che quello sbarcato a Birmingham sia un giocatore rigenerato soprattutto nella mente, componente, se vogliamo, ancor più decisiva dello stato fisico. Il timbro è un tocco facile facile da pochi passi che fissa il risultato sul pari, dopo il doppio vantaggio dei 'Red Devils' cancellato proprio grazie all'ingresso in campo di Coutinho al 68'.

L'impatto col nuovo mondo (breve positività al Coronavirus a parte) è devastante: l'ex Inter si ripete a livello realizzativo anche contro il Leeds (in due occasioni separate) e il Southampton, recitando il ruolo di attore principale all'interno dello scacchiere di Gerrard. Il premio Oscar è la salvezza ottenuta con dieci punti di vantaggio sul terz'ultimo posto, un'impresa ai limiti del titanico al momento del cambio in panchina, realizzata anche grazie all'apporto del 'nuovo' Coutinho che, dentro di sé, coltiva sempre di più l'idea di rimanere in pianta stabile a Birmingham.

Philippe Coutinho Steven Gerrard Aston VillaGetty Images

La leggerezza ritrovata rischia di giocare un brutto scherzo al Manchester City: è proprio un suo goal a siglare il momentaneo 0-2 dell'Aston Villa all'Etihad Stadium all'ultima giornata, prima che la rimonta dei 'Citizens' chiuda definitivamente i giochi per quanto riguarda la singola partita e la vittoria della Premier League, ottenuta a discapito del Liverpool di Klopp.

Giochi chiusi a tripla mandata sul piano del futuro dieci giorni prima, quando il Barcellona annuncia la cessione di Coutinho al club inglese per 20 milioni di euro, sconfessando l'investimento fatto nel gennaio 2018 nonostante l'inserimento nell'accordo di una clausola relativa al 50% proveniente da una futura rivendita. Per Coutinho quattro anni di contratto e quella famosa rinuncia che, in questa situazione, ha il chiaro sapore di una conquista: anche in ottica nazionale, dove pare finalmente essere tornato al centro del progetto tattico di Tite in attesa della vetrina di Qatar 2022.

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