Coronavirus, Tevez: "I calciatori possono vivere senza un anno di stipendio"

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Carlos Tevez Boca Juniors 2018
Getty Images
Tevez è pronto a rinunciare al suo stipendio: "Noi calciatori non siamo disperati come chi esce di casa la mattina per dare da mangiare ai figli".

L'emergenza Coronavirus sta inducendo diversi club a prendere misure drastiche sugli stipendi: in Italia l'Inter potrebbe presto seguire l'esempio della Juventus che ha annunciato la rinuncia - da parte di giocatori e staff tecnico - a quattro mensilità, in Spagna il Barcellona ha optato per il taglio del 70% degli ingaggi.

Molti giocatori hanno effettuato donazioni in soccorso della ricerca e delle strutture mediche che stanno affrontando questa battaglia, mostrando grande disponibilità e un cuore d'oro: su questa scia viaggia Carlos Tevez, attaccante del Boca Juniors con cui ha vinto il campionato argentino grazie ad un sorpasso batticuore sul River Plate proprio all'ultima giornata.

Intervistato da 'America TV', l'ex Juventus ha rivelato di essere pronto a rinunciare anche ad un anno intero del suo ingaggio, pur di far sì che questa lotta finisca al più presto e con un esito positivo.

"Un calciatore può vivere per sei mesi o per un anno senza ricevere lo stipendio. Non siamo così disperati come chi vive ogni giorno con i suoi bambini ed esce di casa la mattina presto per dare da mangiare alla famiglia. In questo caso noi dobbiamo essere lì per aiutare, per me è facile parlare sapendo che posso garantire un pasto ai miei figli: ma ci sono anche persone che non possono uscire di casa per lavorare, tutto questo è preoccupante".

L'argentino sa bene cosa vuol dire emergere dal nulla: è nato e cresciuto nel quartiere 'Fuerte Apache', uno dei luoghi con il maggiore tasso di criminalità e povertà a Ciudadela, comune situato nelle vicinanze di Buenos Aires.

"Qui la classe sociale non ha importanza, tutti vogliamo dare una mano. Ci stiamo rendendo conto che tutti siamo uguali: questo virus cambierà il mondo per sempre e speriamo di crescere come società. Possiamo uscirne solo se restiamo uniti".

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