Se c'è una peculiarità del Tottenham di Antonio Conte, è quella di passare dalle stelle alle stalle in pochissimo tempo: a successi pesanti stanno facendo eco rovinose sconfitte, ultima quella valsa l'eliminazione in FA Cup per mano del Middlesbrough.
Stasera gli 'Spurs' ospiteranno l'Everton di Frank Lampard, invischiato nella lotta per non retrocedere: per i londinesi l'occasione di accorciare il distacco dal quarto posto con una vittoria che restituirebbe quantomeno un po' di fiducia.
Fiducia nei propri mezzi che sembra aver perso Dele Alli, trasferitosi dal Tottenham all'Everton sul gong della scorsa sessione invernale del calciomercato: un netto calo di prestazioni commentato in maniera serafica da Conte in conferenza stampa.
"Solitamente quando i giocatori smettono di lavorare con me abbassano il livello, non crescono. Se segna? Sinceramente non ricordo nemmeno un calciatore che, dopo essersene andato, è tornato con spirito di rivincita. Con i ragazzi cerco sempre di essere onesto, dando loro la possibilità di mostrarmi che meritano il posto in squadra".
Per Alli il Tottenham non rappresenta più il presente, ma il passato non può essere dimenticato.
"Difficile motivare questo calo, lui però è ancora giovane e ha tutta la carriera nelle sue mani. Quando abbiamo lavorato insieme ho provato a prendere il meglio da lui, era sempre coinvolto in allenamento. Merita rispetto per quanto ha fatto con il club".
Alla fine Alli ha scelto di ripartire dall'Everton, decisione condivisa da Conte.
"E' stata la scelta giusta per il ragazzo e la società. Negli ultimi anni non giocava con regolarità e credo che abbia fatto bene a trasferirsi altrove per sfidare se stesso".
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