Immaginarla là davanti ai blocchi di partenza del campionato, era uno scenario sul quale in pochi avrebbero scommesso. E invece l'Atalanta è riuscita, ancora una volta, a sorprendere tutti issandosi - dopo 10 giornate - al secondo posto in classifica.
Per i bergamaschi non si tratta affatto di una partenza banale, bensì della migliore di sempre in massima serie forte dei 24 punti messi in cascina sui 30 a disposizione. Una partenza fulminante, superiore nei numeri anche a quelle annate poi sfociate nella qualificazione in Champions League, traguardo centrato ininterrottamente tra il 2019 e il 2021.
Dieci partite, sette vittorie e tre pareggi. Sedici goal fatti, sei subiti - seconda miglior difesa del torneo - e unica squadra, insieme al Napoli, ad essere ancora imbattuta in campionato. Nell'ultima uscita contro il Sassuolo, l'Atalanta è andata sotto nel risultato per la prima volta in stagione, restandovi per soli cinque minuti prima che l'asse Pasalic-Lookman ribaltasse le sorti del match del Gewiss Stadium.
Alla faccia della crisi del settimo anno, dunque. Sette come le stagioni in panchina di Gian Piero Gasperini, l'uomo che ha cambiato percezione e risonanza di una squadra che al tavolo delle grandi ormai si sente più che a suo agio già da diverso tempo.
Eppure questa stagione sembrava non essere nata sotto una buona stella: per la prima volta dalla stagione 2017-2018, infatti, l'Atalanta ha fallito l'accesso alle competizioni europee vedendosi costretta a veicolare forze ed energie sull'unico obiettivo del campionato.
Attorno alla Dea, quantomeno inizialmente, non si respirava aria di grande ottimismo, anche alla luce delle parole di Gasperini che si autodefinì insoddisfatto del mercato operato sino a quel punto dalla società orobica. Ilicic ai margini, la cessione di Freuler, gli addii di Pessina e Miranchuk, la crisi d'identità di Muriel, per non parlare degli atavici problemi fisici di Zapata e del rendimento flop di Boga.
Per farla breve, c'erano tutti i sentori affinché questa potesse diventare la più classica delle annate di transizione. Quelle dove è necessario tirare i remi in barca, per limitare i danni senza porsi obiettivi troppo ambiziosi. Tali sensazioni, però, sono state puntualmente smentite dal campo. Come sempre giudice supremo.
L'Atalanta ammirata in questa prima parte del torneo è una squadra diversa rispetto a quella vista negli ultimi anni. Un collettivo che in termini di estetica e di produzione di gioco ha momentaneamente accantonato quella versione di sé spumeggiante e capace di mandare fuori giri qualsiasi avversario, lasciando spazio e ampio respiro ad una creatura che fa della solidità il proprio credo, del cinismo e della concretezza strumenti vitali per continuare a navigare in alta quota.
Se la difesa ha ormai proposto in pianta stabile due prospetti dal sicuro avvenire come Okoli e Scalvini - che già si era fatto conoscere la passata stagione - a centrocampo la crescita di Koopmeiners ha raggiunto ormai l'apice. L'olandese, al fianco del connazionale de Roon, ha preso letteralmente per mano il reparto mediano nerazzurro diventandone un pilastro. Corsa, regia, confidenza con il goal: il pacchetto a tinte Orange è di quelli prelibati.
GettyLe note liete, però, si estendono anche al reparto avanzato dove la ritrovata vena di Muriel - un goal e due assist sin qui - ha fatto il paio con l'affermazione di Ademola Lookman, l'uomo copertina dell'Atalanta versione 2022/23.
L'attaccante nigeriano - ma con cittadinanza inglese - è arrivato in estate dal Leicester, scalando rapidamente le gerarchie all'interno del comparto offensivo nerazzurro. Con 4 goal in 10 partite, di cui tre consecutivi, il classe 1997 è senza remore la grande sorpresa offerta dai bergamaschi in questo più che incoraggiante avvio di Serie A. I suoi lampi e i suoi strappi ad altissime frequenze sono ormai un fattore imprescindibile nell'economia del 3-4-2-1 gasperiniano.
"Lookman? Come si suol dire, è 'giocatore'. Al di là dei gol dà sempre un gran contributo e ha già capito tante cose. E' cresciuto nel Lipsia che è una ottima scuola e per noi è un bell'acquisto". Le parole del tecnico di Grugliasco a 'DAZN'.
Un bell'acquisto che grazie alla splendida rete realizzata contro l'ex atalantino Consigli ha riportato la Dea in vetta, per una sola notte, prima del controsorpasso operato dal Napoli ventiquattro ore dopo. Una provvisoria piazza d'onore che non muta di una virgola l'atteggiamento e i propositi dei nerazzurri, decisi più che mai a votare per il partito del basso profilo, come testimoniato dalle parole dello stesso Gasperini dopo il match con il Sassuolo.
"Il percorso di questa squadra è straordinario, nessuno avrebbe scommesso su di noi. Non pensiamo avere un obiettivo adesso, neanche noi pensavamo di poter avere 24 punti dopo 10 partite. lavoriamo per migliorarci, poi vedremo tra qualche mese".
Testa bassa e pedalare, dunque. Un monito ben preciso per una squadra che non smette di correre e di stupire, ma che soprattutto non vuole smettere di sognare.
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