L'operazione rimonta della Juventus passa sì dai risultati, ma anche dal recupero dei tanti pezzi pregiati che stanno affollando da tempo l'infermeria a tinte bianconere.
Lo scorcio finale del 2022, in tal senso, ha però restituito a Massimiliano Allegri un certo Federico Chiesa, tornato in campo 11 mesi dopo la rottura del legamento crociato.
Qualche scampolo, per lui, prima della sosta Mondiale - con tanto di assist a Milik contro la Lazio - a precedere un mese di duro lavoro con l'obiettivo di presentarsi tirato a lucido in vista della ripresa del campionato.
E infatti, in questi primissimi giorni del 2023, la Juve ha ritrovato un calciatore che ancora non può essere al top, ma la cui direzione è ormai tracciata, con una condizione fisica e una tenuta atletica che stanno gradualmente progredendo. A certificarlo non sono solo le sensazioni che si respirano all'interno della Continassa, bensì le prime due uscite ufficiali dell'anno nuovo.
Contro la Cremonese, Chiesa è entrato in campo al 55' - al posto di Soulé - dando vita ad un segmento finale di spessore. Il copione è stato poi riproposto anche all'Allianz Stadium contro l'Udinese: fuori Miretti e dentro, appunto, l'ex Fiorentina per l'ultima mezz'ora.
Un autentico fattore nell'economia di un match molto intricato per i bianconeri di Torino, perché Chiesa si è calato subito in partita e a quattro dal termine ha trovato il corridoio buono per infilarsi sul lancio di Paredes, prima di servire su un piatto d'argento a Danilo il pallone da tre punti.
Madama ritrova Chiesa, dunque, e Chiesa conferma di trovarsi decisamente a suo agio nell'impianto tattico del 3-5-2, modulo nel quale Allegri gli garantisce ampia libertà, facendolo spaziare a tutta fascia.
Se allo 'Zini' il classe 1997 aveva operato esclusivamente sul binario di destra, contro i friulani lo si è visto orbitare anche sulla corsia opposta senza mai venire meno in termini di freschezza e qualità. Sintomi di un esplicito gradimento da parte del calciatore nei confronti di tale collocazione tattica:
"Il mio ruolo preferito nel 3-5-2? Sulla fascia mi trovo bene, ho dimostrato di giocare il mio miglior calcio. In queste prime due partite ho giocato da punta per ritrovare smalto ma stasera il mister mi ha schierato esterno, dove penso di poter rendere meglio", aveva dichiarato a 'DAZN' dopo il match con la Lazio dello scorso 13 novembre.
Le prime due uscite post Mondiali non hanno fatto altro che confermare la bontà di questa soluzione che sembra davvero accontentare tutti. In attesa che il numero 7 zebrato torni ad avere nelle gambe un minutaggio maggiore e, ovviamente, una maglia da titolare sulle spalle.


