Un'indisponibilità tira l'altra, un po' come le ciliegie. Alla Juventus, da un po' di tempo, è così. Campo d'allenamento sempre più vuoto, infermeria sempre più piena. La squadra di Allegri sta stringendo i denti, è sempre quarta dopo il successo di Empoli e ha la concreta possibilità di andare ai quarti di finale di Champions League, ma intanto si ritrova a dover fare i conti con un problema fisico dopo l'altro.
Dodici, per la precisione. Praticamente una squadra intera, con undici titolari e una riserva. Tutti ai box, tutti assenti dalle scorse partite e dalle prossime, la prima delle quali sarà domani sera, in casa della Fiorentina, per la semifinale d'andata di Coppa Italia.
Si comincia col portiere Del Favero, il quarto della lista, tornato a Torino dal Cosenza dopo essersi fatto male a una spalla come già gli era capitato nel corso della propria carriera. Non sta molto meglio il reparto difensivo: a Firenze mancheranno certamente De Winter (lussazione a una spalla), Rugani (problema al flessore) e Chiellini (lesione a un polpaccio). Bonucci, invece, è stato convocato ma potrebbe andare al massimo in panchina: "A Empoli ha stretto i denti, ora deve riposare", ha annunciato Allegri in conferenza.
Folta anche la lista degli indisponibili del centrocampo: dagli esterni Bernardeschi ed Alex Sandro, rispettivamente alle prese con un problema muscolare e con la lesione del soleo, ai centrali Zakaria (lesione all'adduttore) e McKennie (frattura del metatarso). Anche qui, per Allegri le scelte sono ridotte all'osso.
E infine l'attacco, un attacco discretamente prestigioso: manca Kaio Jorge, che ha concluso la stagione dopo la rottura del tendine rotuleo rimediata con l'Under 23, ma mancano soprattutto Dybala e Chiesa (indurimento del flessore per l'argentino, lesione del crociato e stagione conclusa per l'ex viola).
Del Favero; Rugani, Bonucci (De Winter), Chiellini; Bernardeschi, Zakaria, McKennie, Alex Sandro; Dybala, Kaio Jorge, Chiesa. Questa è la formazione degli attuali indisponibili della Juventus. Elementi di lusso, che in campionato potrebbero recitare una parte di discreto livello. Ma che, al contrario, sono costretti giocoforza a guardare i compagni scendere in campo al posto loro.
