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Roger Ibanez FluminenseGetty

Chi è Roger Ibañez, talento e personalità per la Roma

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Una manciata di minuti in un anno in Serie A. Un curriculum modesto, per non dire rabbrividente. Eppure sarà il brasiliano Roger Ibañez, 21 anni compiuti da un paio di mesi, il nuovo difensore della Roma. Accordo fatto e finito con l'Atalanta: prestito con obbligo di riscatto tra 18 mesi, 8 milioni di parte fissa più altri due di bonus. Farà compagnia ai vari Fazio, Smalling, Mancini e (se resteranno) Juan Jesus e Cetin.

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Un'operazione a sorpresa, proprio perché l'avventura italiana di Ibañez si è fin qui rivelata priva di soddisfazioni. Eppure, la Roma ha deciso di ignorare il presente per concentrarsi principalmente sul futuro. Perché l'ex centrale del Fluminense ha talento da vendere, come già dimostrato in Brasile agli inizi della propria carriera. Tanto da meritarsi, la scorsa estate, la chiamata italiana da parte dell'Atalanta.

Originario del Rio Grande do Sul, nato da padre brasiliano e madre uruguaiana ("ma ho preso il cognome di lei solo per marketing", ha spiegato tra le risate), Ibañez inizia a farsi conoscere nel 2018. Il Fluminense, in gravi difficoltà economiche, costruisce una rosa made in Xerem, il distretto dove hanno sede le giovanili. E dà fiducia anche a questo ragazzo pescato qualche mese prima tra i dilettanti del Sergipe e rimasto nel vivaio tricolor per pochissimo tempo, prima di essere promosso in prima squadra.

Roger Ibanez FluminenseGetty

Se l'annata del Flu si conclude con una sofferta salvezza all'ultima giornata e una semifinale di Copa Sudamericana, quella di Ibañez è buona: 14 presenze nel Brasileirão, 7 in coppa. Soffre soprattutto nella parte centrale dell'annata: quando il nuovo allenatore Marcelo Oliveira abbandona il 3-5-2 di Abel Braga per passare al 4-3-3, il sacrificato in difesa è proprio lui, capace di esprimersi egregiamente da terzo sia sul centro-destra che dalla parte opposta.

La personalità è il suo tratto distintivo più evidente, abbinata a qualità tecniche sopra la media per un centrale difensivo. Tanto da non disdegnare qualche uscita palla al piede, anche pericolosa, non di rado avventata. I suoi 185 centimetri circa gli consentono di giocarsela nei contrasti aerei, ma ogni tanto la giovane età comporta qualche difetto di concentrazione nelle chiusure sugli attaccanti avversari.

Dal punto di vista tattico, va compreso come Ibañez si adatterà al sistema di Paulo Fonseca: come già sottolineato in precedenza, il giovane brasiliano ha conosciuto praticamente soltanto la difesa a tre e i suoi movimenti, prima al Fluminense a poi all'Atalanta, e quasi mai quella a quattro.

Se la Seleção è un sogno ancora piuttosto distante, Ibañez ha accarezzato per un paio di settimane la possibilità di vestire la maglia del Brasile al Torneo Preolimpico. Ma l'Atalanta non ha accettato di liberarlo e al suo posto è stato chiamato Bruno Fuchs (Internacional). La delusione, comunque, è durata poco: a gennaio è arrivata la Roma, che ha deciso di scommettere su di lui. Il futuro è dalla sua parte.

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