Chi è Otavio, obiettivo del Milan: dal Portogallo alle scommesse con Danilo

Otavio Porto
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25 anni, esterno brasiliano del Porto, Otavio è un pupillo di Conceição: "Giocatore all'antica". Può giocare col Portogallo ed è amico di Danilo.

L'urna di Champions gi ha riservato il doppio incrocio con la Juventus agli ottavi, ma intanto Otavio è anche uomo mercato. L'esterno offensivo del Porto piace al Milan, che ha proposto un precontratto al brasiliano in scadenza a giugno con i lusitani e che non ha ancora trovato l'accordo per il rinnovo. Pronto un quadriennale per prenderlo senza sborsare un euro per il cartellino. Operazione, insomma, proiettata alla prossima stagione.

CHI È OTAVIO? UN ESTERNO BRASILIANO PER IL MILAN

Ma chi è Otavio Edmilson da Silva Monteiro? 25 anni, nato nel Nord-Est del Brasile, è al Porto da quando ne aveva 17 dopo aver stupito tutti nelle sue partite d'esordio con l'Internacional. L'Inter, a sua volta, lo aveva portato a Porto Alegre quando aveva appena 15 anni dopo averlo notato nelle giovanili del Santa Cruz. E non se n'è pentito. In Brasile Otavio si è segnalato per la propria precocità, andando a segno sei volte in un solo campionato (2013) a soli 18 anni.

Agli sgoccioli del mercato estivo 2014 il Porto ha deciso di puntare forte su di lui, sborsando 7 milioni di euro per strapparlo all'Internacional. Una somma non indifferente per un talento che, nelle stagioni successive, non è però riuscito a sfondare. Non immediatamente, almeno. Tanto che i dragoni lo hanno ceduto in prestito al Vitoria Guimarães per un paio d'anni.

Nel 2016, dopo aver realizzato 6 reti in Primeira Liga, ecco il ritorno al Porto. In quella stessa stagione è andato a segno al proprio esordio nei gironi di Champions League, in un 1-1 contro il Copenhagen, dopo aver eliminato la Roma nei preliminari. Tra qualche alto e basso e alcuni infortuni, Otavio si è conquistato la fiducia degli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancoblù, da Nuno Espirito Santo all'ex laziale Sergio Conceição. In questa stagione è sceso in campo 12 volte in campionato più altre 5 in Champions, collezionando 3 reti.

LE SUE CARATTERISTICHE: PIMPANTE, MA SEGNA POCHISSIMO

Otavio è un esterno puro, di quelli che amano partire dalla fascia opposta rispetto al piede preferito. Tradotto: è un destro che gioca a sinistra per poter rientrare verso il centro, anche se lo si è visto in azione anche centralmente tra le linee. Ha una vocazione offensiva, tanto da poter essere agevolmente utilizzato anche in un 4-2-3-1, ovvero lo schema attualmente in voga nel Milan di Stefano Pioli, o addirittura in un 4-3-3. In Brasile lo chiamavano Otavinho, perché il fisico è quello che è: un metro e 70 circa d'altezza per poco meno di 70 chili.

Certo, i numeri non sono esattamente di prim'ordine: da quando è arrivato in Portogallo, escludendo i 6 goal segnati nel prestito a Guimarães Otavio non è mai andato oltre le 3 segnature a stagione. Quest'anno è fermo a due, per dire. Meglio gli assist per i compagni. Ma di recente Sergio Conceição, che a dicembre gli ha consegnato la fascia di capitano contro l'Olympiacos in Champions, lo ha riempito di elogi, provando ad analizzare la questione a 360 gradi:

"In campo fa un lavoro invisibile, sia quando la squadra ha il possesso del pallone che quando non ce l'ha. Sa occupare gli spazi, limitare l'avversario. Per noi è importantissimo. Molte volte il suo lavoro e la sua qualità non sono pienamente riconosciuti".

Un'altra volta l'ex esterno di Lazio, Inter e Parma ha definito Otavio "un giocatore all'antica, che capisce di calcio ed è perspicace nel modo in cui interpreta ogni momento della partita". Una stima che fa il paio con quella del connazionale Paulo Fonseca, oggi alla Roma, altra italiana che non a caso è già stata accostata al brasiliano.

LA SQUALIFICA "RITARDATA", LA NAZIONALE, LE SCOMMESSE CON DANILO

Otavio è un giocatore senza peli sulla lingua. A inizio agosto il Porto ha battuto per 2-1 il Benfica nella finale della Taça de Portugal, alzando il trofeo nonostante l'espulsione del colombiano Diaz, e al termine del match il brasiliano ha detto ai media che gli avversari avevano "giocato con 3 giocatori in più e noi con 4-5 in meno". Chiaro riferimento al direttore di gara e ai suoi due assistenti. Risultato? Otavio è stato squalificato. Non subito, ma... 5 mesi dopo, prima di Natale, dovendo saltare due giornate di campionato.

Un'altra curiosità riguarda l'amicizia speciale con il connazionale Danilo, che ha incrociato nei suoi primi anni al Porto e che ora sfiderà da avversario in Champions. Con una passione comune rivelata dall'attuale difensore della Juve: quella delle scommesse.

"Otavio scommette su qualunque cosa - ha detto Danilo tra le risate - Abbiamo già scommesso sul basket e ha perso. Mi doveva mille euro, ma glieli ho condonati. Poi però abbiamo riscommesso, ha vinto lui ed era lì a chiedermi il denaro. Otavio è uno che ama romperti le scatole. Tutto quello che fa è per romperti le scatole".

Otavio e Danilo non si sono mai ritrovati in Nazionale, per un motivo molto semplice: la Seleção non ha mai preso in considerazione l'esterno del Porto. Che ora sogna di difendere la Nazionale del paese che l'ha accolto, e del quale acquisirà presto la cittadinanza: "Se mi chiamerà prima il Portogallo del Brasile, accetterò. Non aspetterò il Brasile".

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