E’ una vigilia di straordinaria importanza, quella che si sta vivendo in casa Roma. La compagine giallorossa, dopo essere stata battuta per 5-2 nella prima sfida, cercherà mercoledì sera all’Olimpico, nella semifinale di ritorno di Champions League, quell’impresa clamorosa che le consenta di superare l’ostacolo Liverpool e di qualificarsi per la finale del massimo torneo continentale.
Eusebio Di Francesco, parlando nella consueta conferenza stampa di presentazione della gara, ha spiegato: “Affrontiamo una squadra totalmente diversa rispetto al Barcellona a livello di impostazione tattica e di mentalità. Il Liverpool è meno portato al palleggio, ma è più portato ad andare in verticale. Dal punto di vista tattico cambia moltissimo, mentre dal punto di vista motivazionale non cambia niente. Desideriamo questa rimonta, desideriamo mettere in campo tutto quello che abbiamo e di cercare di fare un qualcosa di grande”.
Il tecnico giallorosso non si è sbilanciato sulla formazione che manderà in campo: “Per me non c’è nulla di scontato, farò oggi le mie valutazioni, anche se sappiamo che alcuni giocatori mancheranno quasi sicuramente e quindi purtroppo avrò meno pedine a disposizione. Sarà una partita che va approcciata bene sia in fase difensiva che offensiva. Ci servono tra goal, quindi partiamo da una grande attenzione difensiva cercando di dare loro meno profondità. Sappiamo però che per segnare tre reti non puoi restare nella tua area. Il rischio quindi di concedere qualche contropiede c’è e dobbiamo metterlo in conto. Strootman? Quasi sicuramente non sarà della partita”.
Il Liverpool, nel match di andata, ha dimostrato tutta la sua forza in fase offensiva: “E’ una squadra pericolosissima, la Roma dovrà essere brava a concedere il meno possibile. Dobbiamo riuscirci se vogliamo credere in questa rimonta. Noi giocheremo una semifinale di Champions League davanti a 70mila persone, vi aspettata forse una squadra arrendevole? No, dovete aspettarvi una squadra combattiva. Io voglio vedere un Roma che dà tutto quello che ha, poi magari può finire 4-1 per l’una o per l’altra. Deve esserci la voglia di andare oltre l’ostacolo”.

La Roma ha già dimostrato di poter compiere grandi imprese in questa Champions League: “Io vorrei fare un copia e incolla della prova, non solo tecnica, ma anche in fatto di testa dei giocatori e atletica fatta contro il Barcellona. Per riuscire a giocarcela con il Liverpool dovremo migliorare la prestazione atletica della squadra. Dovremo anche segnare il prima possibile per riuscire a trascinare il nostro pubblico”.
La partita dell’andata è stata rovinata dagli accadimenti avvenuti prima del fischio d’inizio: “Ci sono cattivi in tutte le tifoserie. Io sono molto vicino a Sean Cox e a tutta la sua famiglia e sono contro ogni forma di violenza. A Roma ci sono tifosi per bene e poi c’è una piccola parte che non lo è, ma credo che sia così anche in Inghilterra. Non si può rovinare uno sport come questo. Faccio un appello: venire domani allo stadio deve essere una gioia”.
Di Francesco, al suo primo anno sulla panchina della Roma, è riuscito a raggiungere una semifinale di Champions League: “Abbiamo fatto qualcosa di grande, ma io non mi accontento mai e la nostra ambizione deve essere quella di andare a Kiev. Dobbiamo crederci. Preparo questa gara come preparo tutte le altre, alcune cose sono riuscite a trasmetterle al gruppo, ma manca ancora qualcosina. Oggi convincerò i miei ragazzi che si può fare qualcosa di grande”.
Salah è stato incontenibile nel match di andata, ad Anfield è stato lui il vero mattatore: “Non posso cambiare tutta la squadra per un solo giocatore. Ho sentito parlare di difesa a tre e non a cinque quando si difende. Noi dovremo essere più bravi a leggere certe situazioni, ma nono posso mettere tre giocatori solo su di lui”.
Il Liverpool, nella prima sfida, ha fatto del pressing una delle sue armi migliori: “Dovremo essere preventivi, ma non possiamo giocare come a Liverpool, altrimenti andremo in difficoltà. Dovremo sbagliare molto meno di quanto fatto ad Anfield”.
La Roma potrà contare sulla spinta dell’Olimpico: “In casa concediamo pochissimo agli avversari, speriamo di continuare così. Non è mai facile riuscirsi a ripetere, ma con questo pubblico c’è voglia di fare un altro miracolo, quel qualcosa in più che è mancato nel match d’andata. Noi motivati dalla finale del 1984 e dal ritorno di Salah? E’ passato troppo tempo da quella partita per farlo capire ai miei giocatori, parliamo di un calcio di un’altra epoca. E’ una semifinale di Champions League, dobbiamo credere e far crescere in questo ambiente il sensi di appartenenza, ma questo esula da quanto accaduto nel 1984”.
Infine un accenno a Dzeko: “I giocatori devono sentirsi responsabili e questo vale ancor di più per lui perchè è uno dei più rappresentativi. Spero che faccia quello che Salah ha fatto all’andata, che possa essere determinante perchè ha le qualità per esserlo”.




