Cinque anni dopo, di nuovo al San Paolo. Dal saluto in lacrime ad un nuovo saluto, quello di un ritorno. Fugace, perchè dopo Napoli-PSG, Edinson Cavani tornerà a Parigi. Dove, a meno di colpi di scena da mille e una notte, rimarrà anche nella stagione 2019/2020. I tifosi lo sognano, lui tiene aperta la porta. Forse socchiusa, considerando che il pensiero di De Laurentiis non coincide con il suo.
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Sono passate cinque stagioni da quando Cavani, autore di 38 goal in 43 partite con la maglia del Napoli 2013, ha lasciato la Serie A. E' approdato a Parigi, dove ha condiviso l'attacco con Ibrahimovic prima e Neymar-Mbappè poi. E' il cannoniere principe delle ultime stagioni al PSG, ma non è il suo principe. Come lo era in azzurro.
Alla pari di Higuain, Cavani è stato preso di mira dai tifosi del Napoli per aver 'tradito' la maglia azzurra. Accettando il denaro di Parigi.
Dopo l'addio del Pipita, però, il nome di Edinson è stato riabiliato, perchè nel cuore degli azzurri solo uno poteva essere dalla parte del torto dopo l'addio alla Campania. Due? Troppi. Un po' di amore, ripescato dal passato. Certi amori fanno dei giri bla bla? Certo. E altri no.
Perchè Edi Cavani torna al San Paolo per la quinta giornata di Champions e i tifosi del Napoli sperano di poterlo convincere a rivestire la maglia azzurra dalla prossima estate, magari con un'accoglienza da urlo.
Il problema è che De Laurentiis, tra la simpatica frase del "sono io il vostro Cavani" e un mantra ripetuto fino alla nausea riguardo la necessità di uno stipendio dimezzato, non ha nessuna intenzione di venire incontro alle richieste del mercato.
Perchè sì, Cavani ama Napoli e potrebbe anche tornare ipoteticamente, ma solo alle sue condizioni. Guadagna 13 milioni di euro e abbassare il suo stipendio per sentirsi meglio con sè stesso e negli ultimi anni di carriera non appare così fantascientifico. Dimezzarlo fino ai 6 barra milioni quello sì.
E' un dispiacere che probabilmente i tifosi del Napoli non sentiranno mai, cullati dal sogno, da un limbo che può portare al paradiso del ritorno o all'inferno di un rifiuto. Dal dispiacere astratto a quello fisico e tangibile, considerando che Cavani arriva, pardon torna, al San Paolo per prendersi l'intera posta in palio, consapevole di non poter sbagliare.
Del resto il PSG si è appena salvato al Parco dei Principi, grazie alla classe di Di Maria, ma nel ritorno della sfida contro il Napoli deve assolutamente vincere. Il Liverpool guida il girone, la formazione di Ancelotti segue, quella di Tuchel guarda dal basso in alto le due avversarie, dopo un pareggio contro gli azzurri e una larga vittoria, annunciata, contro la Stella Rossa.
"Sarà emozionante tornare a Napoli, dopo anni che non vedo quello stadio e quei tifosi" ha detto Cavani riguardo la sfida contro i suoi vecchi azzurri. Non è al meglio e potrebbe non partire titolare, ma la sensazione è che Tuchel lo proporrà comunque titolare vista una Ligue 1 già chiusa (eh sì) e l'importanza invece essenziale della gara italiana.
Cavani non farà sconti, il Napoli idem. Si vogliono bene, ma il passato è stato soppiantato dal futuro: "E' la partita giusta per fare capire che come squadra siamo saliti ad un livello superiore e possiamo superare ostacoli importanti. Non dovessimo vincere sarebbe difficile superare questa fase a gironi".
Già, il futuro. Quello di Cavani parigino. Oppure quello di Cavani azzurro. O chissà, di un Cavani in campo con una nuova maglia, mai indossata prima. In qualche universo parallelo forse accadranno tutti. Ma nel nostro, solo uno si tramuterà in realtà. La speranza azzurra è dura a morire. Ma manca troppo tempo all'estate. Meglio godersi l'attimo del ritorno e della cavalcata Ancelottiana.





